Violenza all’ospedale di Monfalcone, operatori aggrediti nel parcheggio

Violenza all’ospedale di Monfalcone, operatori aggrediti nel parcheggio

l’aggressione

Violenza all’ospedale di Monfalcone, operatori aggrediti nel parcheggio

Di S.B. • Pubblicato il 24 Apr 2026
Copertina per Violenza all’ospedale di Monfalcone, operatori aggrediti nel parcheggio

Un 27enne ha colpito una volontaria della Croce rossa e un infermiere Asugi, prognosi di 5 giorni. La Uil Fp chiede più sicurezza e annuncia azioni legali.

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Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario nel Goriziano. Nella notte di domenica 20 aprile, nel parcheggio dell’Ospedale San Polo di Monfalcone, un uomo di 27 anni, in evidente stato di alterazione e con una grave ferita a una gamba, ha aggredito una dipendente della Croce rossa e un infermiere dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina durante le operazioni di soccorso. Entrambi i professionisti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

A intervenire con una dura presa di posizione è la UIL FPL del Friuli Venezia Giulia, attraverso il segretario generale Stefano Bressan. Il sindacato esprime pieno sostegno ai due operatori, entrambi iscritti, e annuncia la valutazione, insieme ai legali, di un’azione di querela nei confronti dell’aggressore «affinché vi siano conseguenze certe e concrete».

Secondo quanto riferito, l’intervento delle forze dell’ordine è stato determinante per contenere l’uomo, successivamente accompagnato in pronto soccorso per le cure del caso e arrestato in base alla normativa vigente.

«Un episodio grave e intollerabile – sottolinea Bressan – che dimostra ancora una volta come il personale sanitario operi quotidianamente in condizioni di rischio crescente». Da qui l’appello a misure immediate e strutturali: dal rafforzamento della sicurezza nei presidi sanitari alla presenza stabile delle forze dell’ordine nei punti più critici, fino alla definizione di protocolli chiari per la gestione dei soggetti aggressivi e al riconoscimento concreto del rischio professionale.

«La sicurezza degli operatori sanitari deve diventare una priorità assoluta», conclude. «Ogni aggressione non è solo un fatto di cronaca, ma un fallimento del sistema».

Sul fatto si è espresso anche il presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Gorizia, dottor Erik Laurencic, esprimendo la sua piena solidarietà agli operatori coinvolti che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini, spesso in condizioni difficili. Laurencic sottolinea che «essere aggrediti mentre si svolge una funzione essenziale per la collettività è inaccettabile. Questo episodio rappresenta non solo un attacco a singoli professionisti, ma un’offesa all’intero sistema sanitario».

«È fondamentale – ribadisce Laurencic – promuovere una cultura del rispetto verso chi opera in ambito sanitario. Gli operatori non sono bersagli, ma risorse preziose per la comunità. Difenderli significa difendere il diritto alla salute di tutti. L’Ordine continuerà a vigilare, a denunciare e a farsi portavoce delle istanze dei professionisti, affinché episodi come quello accaduto a Monfalcone non diventino mai normalità. Il nostro impegno è chiaro: tolleranza zero verso ogni forma di violenza», conclude Laurencic. 

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