Turriaco perde il suo medico: Elisa Brozic lascia l’incarico, «ero al limite e ho deciso»

Turriaco perde il suo medico: Elisa Brozic lascia l’incarico, «ero al limite e ho deciso»

La scelta

Turriaco perde il suo medico: Elisa Brozic lascia l’incarico, «ero al limite e ho deciso»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 09 Feb 2026
Copertina per Turriaco perde il suo medico: Elisa Brozic lascia l’incarico, «ero al limite e ho deciso»

Il medico di medicina generale annuncia le dimissioni sui social e spiega i motivi della decisione. Solidarietà dal sindaco di San Canzian Fratta, «Carenza grave e carichi insostenibili».

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La dottoressa Elisa Brozic, medico di medicina generale in servizio a Turriaco, ha annunciato le proprie dimissioni con un messaggio pubblico, spiegando una scelta definita sofferta ma ormai inevitabile. Una decisione che avrà ricadute dirette sul territorio e sui pazienti, in un momento segnato da una grave carenza di professionisti.

«Ho deciso di licenziarmi», scrive il medico, spiegando di essere arrivata a questa scelta dopo anni di lavoro eccessivo, rinunce personali e familiari, e una pressione costante che non le lasciava più spazio nemmeno per le attività quotidiane più semplici. «Ero al limite e ho deciso, prima che fosse troppo tardi, di fare un passo indietro», afferma, sottolineando come il carico di lavoro fosse diventato incompatibile con una qualità di vita sostenibile.

Nel messaggio non manca il riferimento al rapporto costruito con i pazienti, che rende la decisione ancora più dolorosa. Brozic esprime dispiacere per l’addio, soprattutto in una fase in cui «non ci sono medici», ma spiega anche di aver tentato a lungo di modificare l’organizzazione del lavoro. Tentativi rimasti senza esito, così come le richieste all’azienda sanitaria di ridurre il numero di assistiti. «Dopo tanti tentativi inutili non ho avuto altra scelta», scrive, rivendicando la volontà di essere sincera e di non nascondere la realtà. Nel messaggio finale ringrazia il marito Alessandro Braida e i genitori per il supporto ricevuto, in particolare nel periodo più difficile.

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di San Canzian d’Isonzo, comune contermine, Claudio Fratta, che esprime «immenso dispiacere» e solidarietà al medico, dichiarandosi al tempo stesso molto preoccupato per le conseguenze sul territorio. Il primo cittadino ricorda come i medici di medicina generale siano sottoposti a un carico di lavoro e burocratico enorme e sottolinea le difficoltà di una comunità che supera i seimila abitanti e si estende su un’area molto vasta.

Attualmente, spiega Fratta, San Canzian può contare su due medici di medicina generale. Un terzo professionista, arrivato da circa due mesi, deve ancora definire la sede dell’ambulatorio all’interno di un ambito che comprende più Comuni della sinistra Isonzo. Nonostante l’aumento del numero massimo di pazienti per medico, portato da Asugi a circa 1.700, il Comune dovrebbe avere quattro medici. «Oggi siamo a due e forse tre, quindi manca almeno un professionista che dovrebbe seguire altri 1.700 cittadini», osserva il sindaco, richiamando anche il problema delle distanze da percorrere per raggiungere gli ambulatori.

Secondo Fratta, la situazione attuale non rappresenta un richiamo per i professionisti, costretti a giornate di lavoro che arrivano facilmente a dodici ore, con una componente burocratica giudicata eccessiva. Da qui l’appello a un intervento urgente: semplificazione delle procedure, aumento del numero dei medici e maggiore attenzione al ruolo della medicina di base come primo presidio di prevenzione e di contatto, soprattutto per le persone anziane e più fragili, spesso in difficoltà con gli strumenti tecnologici ormai indispensabili. 

«Come amministratori non possiamo innanzitutto che ringraziare la dottoressa Brozic per il servizio svolto per la comunità di Turriaco, e non solo. Ricordiamo che arrivò nella primavera del 2020, quindi in piena pandemia, insediandosi inizialmente nei locali del centro civico, condividendo gli spazi con l'ambulatorio infermieristico, prima di trasferirsi dopo pochi mesi nell'attuale ambulatorio di via Aquileia», ricorda il primo cittadino di Turriaco, Nicola Pieri. «Sempre disponibile con tutti i pazienti, molto spesso oltre l'orario di lavoro e oltre il proprio dovere professionale, abbiamo collaborato anche per qualche progetto dell'amministrazione comunale, in particolare per quelli legati all'invecchiamento attivo. Evidentemente il carico di lavoro che doveva sopportare era molto gravoso, e purtroppo non è il primo medico che prende questa decisione (ricordo il caso del dott. Vernole), mettendo davanti il tempo e la qualità della propria vita rispetto a carichi di lavoro ormai insostenibili». 

«Una riflessione andrà ora fatta, assieme all'Azienda Sanitaria, per capire il percorso da intraprendere per riassegnare un medico agli oltre 1600 cittadini che dal 4 aprile ne saranno sprovvisti: sarà un'impresa non da poco, visto che medici non ce ne sono (sapendo che la dottoressa che la sta temporaneamente sostituendo non sceglierà questa strada professionale) e quelli presenti hanno esaurito il massimale dei pazienti a carico. Ci auspichiamo che l'Azienda Sanitaria indica a presto almeno un nuovo bando per la sostituzione, e nel frattempo temiamo che saremo costretti a ricorrere alla soluzione (che in realtà soluzione non è, ma temporaneamente offre un minimo servizio) di un ASAP», conclude Pieri.

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