IL PROVVEDIMENTO
Stop carbone nella centrale A2A di Monfalcone, ok del ministro Fratin

Il ministro Fratin ha chiesto alla società Terna di fermare la produzione della centrale a carbone di Monfalcone, Cisint: «Ora nuovo percorso».
Con la firma del relativo provvedimento, il ministro dell'Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha richiesto a Terna di fermare la produzione di energia elettrica da olio combustibile e dalla centrale a carbone di Monfalcone. Il membro dell’esecutivo ha chiesto inoltre di ridurre al minimo la produzione di energia dalle altre centrali a carbone, mantenendo invariata quella da bioliquidi sostenibili e da biomasse solide. La decisione è stata annunciata ieri sera intorno alle 21.
Il provvedimento si è reso necessario in quanto risulta cessata l'emergenza sulle forniture di gas, che aveva portato all'utilizzo di olio combustibile e all'aumento dell'uso del carbone per la produzione elettrica. “Si tratta di un atto di straordinaria importanza per la nostra città – sono le parole del sindaco Anna Maria Cisint - che chiude un capitolo iniziato alla fine degli anni Sessanta e che per oltre cinquant’anni ha provocato una condizione di grave inquinamento per le polveri e i fumi derivanti dal funzionamento dei relativi impianti".
"Ringrazio soprattutto il viceministro Vannia Gava, autrice di un’ azione determinante in tal senso e il suo ministero che con tanta determinazione e impegno sono stati a fianco del Comune in questa difficile battaglia, che è parte di un piano che trasformerà l’intero comprensorio a beneficio della città”. La chiusura della centrale a carbone, infatti, rappresenta parte dell’impegno preliminare agli interventi che comprendono la totale bonifica, il risanamento e la riqualificazione del comprensorio, dove sorgerà una darsena e importanti strutture di servizio alla logistica e all’innovazione basato su un preciso cronogramma operativo.
“Il provvedimento è anche la dimostrazione della serietà e della concretezza degli impegni assunti verso la comunità cittadina – spiega ancora Cisint - per rimuovere le conseguenze dell’inquinamento e realizzare una diversa visione di sviluppo sostenibile del nostro territorio”. E ancora: “Si apre un ulteriore percorso di cambiamento e rinnovamento di Monfalcone che si affianca al programma di iniziative e interventi di rilancio del litorale, della nautica, della logistica, dell’area carsica che stanno trasformando la nostra realtà superando la condizione di abbandono e di inerzia delle passate amministrazioni di sinistra, che - anche rispetto a questa questione - ha alimentato sinora sterili polemiche politiche”.
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