LA QUARTA EDIZIONE
Staranzano, la scienza dialoga con la collettività: è il Festival dell’Acqua 2026 ‘Under / Percorsi invisibili’
Dal 18 al 24 maggio oltre 30 appuntamenti con scienziati, divulgatori e artisti. Attesi Nicolò Govoni, Ferdinando Cotugno, Barbara Schiavulli, Marco Paolini, Giovanni Sollima.
È la molteplicità dei linguaggi a caratterizzare anche la quarta edizione del Festival dell’Acqua di Staranzano, l’evento che pone al centro delle sue proposte la divulgazione scientifica e multidisciplinare. La manifestazione, presentata stamattina, sabato 2 maggio, si terrà dal 18 al 24 maggio con numerosi eventi di anteprima e tante proposte correlate. Quest’anno, il Festival dell’Acqua osserva i mondi sotto la superficie, subacquei e sotterranei, invisibili allo sguardo quotidiano. Spazi ostili alla vita dell’uomo ma fondamentali per la sua sopravvivenza, che regolano gli equilibri vitali del Pianeta ma di cui sappiamo ancora poco.
Tra caverne oscure e abissi marini, tra Ground e Water, quello di “Under / Percorsi invisibili” è uno sguardo a ciò che rimane nascosto. Perché le contraddizioni dell’Antropocene, che vede il Pianeta fortemente condizionato dall’azione umana, costringono l’Uomo a cercare una connessione più profonda con tutta la biodiversità.
Nel segno dell’artscience – metodologia di ricerca e modalità comunicativa che prevede l’interazione fra scienza e arte – nel programma del Festival si alternano oltre 30 appuntamenti tra talk divulgativi e performance di spettacolo dal vivo, percorsi di ricerca e concerti, eventi espositivi, laboratori e altre esperienze. Ad animarli sono prestigiose personalità della divulgazione scientifica e geopolitica, ricercatori e artisti, tutti al servizio della stessa missione: stimolare una rinnovata consapevolezza su questo bene dell’umanità e favorire comportamenti sostenibili e virtuosi. Un’occasione di confronto, quindi, tra persone di provenienza e formazione diverse. Una preziosa opportunità di riflessione e progettazione condivise.
A confermare la pluralità di voci, è anche il nutrito gruppo di sostenitori e partner guidati dagli assessorati all’ambiente e alla cultura del Comune di Staranzano.
Il Festival dell’Acqua, infatti, è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della BCC Venezia Giulia e della Camera di Commercio Venezia Giulia - Trieste Gorizia; in co-organizzazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia; con il sostegno dell’Associazione Liminal Research, del Comune di Gradisca d’Isonzo, dell’azienda GMA Performing Solutions, delle Associazioni Culturali Euritmica e Leali delle Notizie, di Coop Alleanza 3.0. A presentare questa nuova edizione, in Sala Delbianco, il sindaco Marco Fragiacomo e l’assessore alla cultura Giuseppina Gambin con i referenti progettuali Roberta Sodomaco, Clara Giangaspero e Francesco Scarel.
Particolarmente nutrito anche il team di partner, istituzionali e non, che collaborano alla realizzazione del Festival, che vede tra gli altri: la SISSA con il Festival Scienza e Virgola, l’OGS Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, La Fabbrica del Mondo (il progetto di Marco Paolini e Telmo Pievani per la salvaguardia del pianeta), Irisacqua e ISA Isontina Ambiente, il Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, l’ISIS BEM di Staranzano, l’Associazione Ecopark, La Cappella Underground, l’ANDOS Gorizia, l’Azienda Provinciale Trasporti Gorizia e altri ancora. Al fianco del Festival, anche quest’anno, i media partner che ne condividono contenuti e finalità: le emittenti RAI Radio 3 e RAI FVG, i quotidiani Il Piccolo e Primorski Dnevnik, il nostro quotidiano online Il Goriziano e Radio Punto Zero.
Di «Staranzano come catalizzatore di pensiero sulla preziosa risorsa» ha riferito nel suo intervento il sindaco Fragiacomo che ha dato lettura del messaggio inviato agli organizzatori dell’evento dall’assessore regionale alla cultura e allo sport Mario Anzil il quale ha espresso soddisfazione per lo svolgimento di «un’iniziativa qualificata» ed «un momento pubblico di conoscenza» nel panorama regionale. A portare il saluto del Consiglio Regionale, è stato il consigliere regionale Enrico Bullian secondo il quale «lavorare ed approfondire sul bene più prezioso che abbiamo significa spendere molto bene le risorse pubbliche».
A corredo del Festival hanno luogo, prima e dopo, numerose iniziative di diversa natura: la presentazione del libro Fabbricare carne, di Paolo Ajmone Marsan e Riccardo Negrini (il 7 maggio, all’Antico Caffè San Marco di Trieste, nell’ambito di Scienza e Virgola); la visita alla polla PoEMa di Staranzano, a cura degli studenti dell’Istituto Einaudi, e quella al Polo Tecnologico di ISA Isontina Ambiente,entrambe in programma il 16 maggi; il laboratorio en plein air Idrologia del sé e del mondo – Sorgenti, alle Cascate di Kot (Valli del Natisone, 30 maggio); le attività curate dall’Associazione Ecopark presso il Lido di Staranzano: il talk di Fulvio Stel, direttore tecnico scientifico di ARPA FVG, Lo stato ambientale del Lido di Staranzano nel contesto dell'Alto Adriatico (6 giugno, nell’ambito della rassegna “Terra Futura”) e la giornata ecologica con pulizia della spiaggia (13 giugno).
Si prospettano di richiamo anche gli appuntamenti di “Aspettando il Festival”, in calendario i giorni 18, 19 e 20 maggio. Ad aprire questa sezione, lunedì 18 maggio, è il talk Da “Sorella acqua” alla nobiltà del vino contadino: la rivoluzione di Luigi Veronelli, con Simonetta Lorigliola, giornalista specializzata in cultura materiale. Nel centenario della nascita del padre della critica eno-gastronomica, il Festival coglie l’occasione per riscoprire il suo suggestivo libro Sorella acqua. A completare il talk sono il dialogo con la vignaiola Elisabetta Bracco, l’apericena con spritz e vini dell’Isonzo e la musica live del Monika Bajer Trio. Martedì 19 maggio il Festival esplora il rapporto tra questione ambientale e democrazia. Dopo di noi il diluvio? è il titolo dell’intervento di Edoardo Greblo, giornalista e docente di filosofia, che si interroga sul dovere morale della classe politica di occuparsi della crisi climatica nell’interesse di chi abiterà, domani, il Pianeta. La sera, a chiudere la giornata, il Concerto per l’acqua dell’Orchestra dell’Associazione Incontro, formazione transgenerazionale che propone un originale repertorio a tema.
Mercoledì 20 maggio si viaggia alla scoperta del fiume Timavo insieme a Marco Restaino, presidente della Società Adriatica di Speleologia di Trieste. Fiume sotterraneo e misterioso (nasce in Croazia, scorre in Slovenia e scompare, inghiottito dalla terra, per tornare alla luce a San Giovanni di Duino), il Timavo si lascia scoprire raramente, sul fondo di profondissime grotte. La chiusura di “Aspettando il Festival”, la sera del 20 maggio, è affidata a Nicolò Govoni, autore e interprete dello spettacolo L'uomo che costruiva il futuro. Quella di Govoni è una storia straordinaria, di un adolescente catalogato “difficile’’ che a vent’anni lascia tutto, affronta un lungo periodo di volontariato in un campo profughi e poi fonda insieme ad altri Still I Rise, organizzazione umanitaria che apre scuole per bambini vulnerabili tra Grecia, Yemen, Siria, Kenya, Congo e Colombia, offrendo un “metodo” di studio innovativo, che mette al centro la persona, la bellezza e la gioia.
Sono tre gli eventi espositivi che impreziosiscono il calendario, che possono essere visitati da giovedì 21 a domenica 24 maggio (ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00).
Negli spazi del Palazzo Municipale si espande Scapes_Under – Echoes from more than human worlds, l’originalissima mostra multimediale che racconta, tra opere e installazioni, l’omonimo percorso di ricerca curato da Francesco Scarel in collaborazione con Liminal Research ETS. Primo capitolo di un percorso triennale, Scapes_Under indaga ciò che si trova sott'acqua e sotto terra, invisibile o difficilmente accessibile: un intreccio di ecosistemi ipogei, foreste sommerse e presenze disciolte che sfuggono alla percezione diretta. Nella Sala Peres del Palazzo Municipale trova spazio l’installazione Haunted Waters – The Chemical Cocktail Bar, un progetto a cura del gruppo svedese Nonhuman Nonsense. Haunted Waters è una collezione, in costante crescita, di acque contaminate provenienti da tutto il mondo, raccolte da attivisti, scienziati, nuotatori e cittadini: tracce chimiche che raccontano decisioni politiche, incidenti, conflitti, sfruttamento e resistenza.
La Sala Delbianco ospita invece la Collezione di acque a cura di Elena Clagnan, artigiana della legatoria artistica: una mappatura di alcune delle acque presenti nel triangolo di terra compreso tra Gorizia, Trieste e Monfalcone (il ruscello Stoperca, l’Isola della Cona, le bocche del Timavo, i laghetti di Dobbia, l’Isonzo e altre ancora). Collezionare acque significa, nell’estetica di Elena, raccontare storie che intrecciano luoghi, tempi e persone. L’ultima acqua raccolta è quella mescolata al fango della collina franata a Brazzano il 16 novembre 2025.
Nel segno della contaminazione tra le diverse forme di espressione artistica e divulgazione le performance in programma al Festival. Giovedì 21 maggio, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, Valeria Solarino (voce narrante) e Gloria Campaner (pianoforte) conducono il pubblico Oltre le colonne d'Ercole. La loro Guida al viaggio da Chopin a Stevenson non è soltanto un reading attraverso la letteratura di viaggio ma un’affascinante esplorazione, per mare e corsi d’acqua, alla scoperta degli autori che hanno raccontato il viaggio e la natura. Un dialogo tra le suggestioni di Baudelaire e le atmosfere acquatiche di Debussy, le parole di Stevenson e il vento di alcuni preludi di Chopin, fino all’Odissea, archetipo del viaggio. Venerdì 22 maggio approda al Festival dell’Acqua, con uno straordinario concerto per violoncello solo, Giovanni Sollima, musicista e compositore di fama internazionale che ha scritto e interpretato musica per il cinema, il teatro e la danza. Sollima, che ha suonato nel Deserto del Sahara, sott’acqua e con un violoncello di ghiaccio, suonerà anche il suo “violoncello del mare”, costruito da un gruppo di detenuti di Milano con il legno delle barche dei migranti arrivate a Lampedusa. Il concerto, in programma al Teatro di Gradisca, è realizzato con la collaborazione di Euritmica.
Sabato 23 maggio, alla Sala San Pio X di Staranzano, Caraboa Teatro presenta 20 grammi, lucido e divertente monologo con Nicola Ciaffoni che racconta la crisi climatica (la consulenza scientifica è del Premio Nobel Filippo Giorgi), si interroga sull’impatto ambientale delle nostre azioni e, al contempo, invita tutti a invertire la rotta. Lo spettacolo è presentato in collaborazione con Leali delle Notizie - Festival del Giornalismo 2026. A chiudere la quarta edizione del Festival dell’Acqua, la sera di domenica 24 maggio al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca, sarà Polimero, un burattino di plastica, incantevole favola in musica, per voce narrante e orchestra che vede protagonisti Giobbe Covatta, l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e Stefano Nanni (autore delle musiche e direttore d’orchestra). Da sempre attento all’ambiente e alla sostenibilità, Covatta firma i testi di questa originale rivisitazione in chiave ecologista della storia di Pinocchio.
Di calibro non soltanto nazionale gli ospiti dei numerosi incontri scientifici e divulgativi e di assoluta attualità i temi trattati: ricerca scientifica, nuove tecnologie nei processi di transizione ecologica, geopolitica. Giovedì 21 maggio è ospite del Festival la giovane Dora Farina, che si è imposta al Premio Morrione per il giornalismo investigativo 2025 con la video inchiesta Acqua in bocca, sullo sfruttamento, denunciato dalle Nazioni Unite, delle risorse idriche nei territori palestinesi occupati da parte di Mekorot, l’azienda idrica nazionale israeliana; il talk è realizzato in collaborazione con il Festival della SISSA Scienza e Virgola 2026.
Venerdì 22 maggio è ancora la volta di una giovane ricercatrice: Linda Favero, vincitrice del Premio Fermeglia dell’Università di Trieste dedicato alle migliori tesi magistrali su temi ambientali. La sua indagine affronta una delle sfide ambientali legate ai cambiamenti climatici, quella degli incendi, e si concentra sul Carso, analizzando la risposta al fuoco di alcune specie vegetali rappresentative dell’area e offrendo nuovi spunti per migliorare il monitoraggio dello stato idrico della vegetazione.
È dedicato, invece, al water grabbing l’incontro con Emanuele Bompan, giornalista ambientale, autore tra gli altri del volume Water grabbing. Guerre nascoste per l'acqua nel XXI secolo. Nella smania neoliberista di possedere le risorse naturali anche l’acqua, come la terra, è oggetto di tensioni sociali, scontri commerciali e guerre internazionali e l’accaparramento dell’acqua sta dilagando ovunque, con conseguenze disastrose soprattutto per le persone più povere. Sabato 23 maggio il Festival si sposta in Kenya e, insieme a Coop Alleanza 3.0 e a Fairtrade Italia, racconta la speciale gestione dell’acqua nella coltivazione delle rose. Le rose Solidal Coop sono certificate Fairtrade, l'unico sistema che assicura condizioni di lavoro dignitose e tutela dell'ambiente, e sono prodotte con la tecnica della coltura idroponica, con un risparmio di acqua del 40% rispetto ai metodi di coltura tradizionali.
Il panel Rifugi – Shelters esplora, invece, l'ecosistema carsico come potenziale rifugio climatico grazie allo sguardo di tre ricercatori dal diverso background: Massimiliano Granceri Bradaschia, pianificatore territoriale specializzato in climate change, Francesco Verso, scrittore ed esponente del movimento solarpunk e Gianni Benedetti, rappresentante del Gruppo Triestino Speleologi. L’ultimo talk in programma il 23 maggio vede protagonista Ferdinando Cotugno, scrittore e giornalista ambientale, autorevole firma del quotidiano Domani. La guerra in Medio Oriente, area tra le più aride del Pianeta, dove milioni di persone bevono l'acqua che fino a poche ore prima era nel mare, sta evidenziando la vitale importanza, ma anche le contraddizioni in termini ambientali, degli impianti di desalinizzazione, bersaglio vulnerabile nella guerra.
La preziosa presenza di Marco Paolini conferma il legame del Festival dell’Acqua di Staranzano con La Fabbrica del Mondo. La mattina di domenica 24 maggio, nell’incontaminato contesto del Lido di Staranzano (in caso di maltempo, alla Sala San Pio X), il talk Incontri sulle rive – L’acqua e le storie vede Paolini dialogare con Sara Segantin (comunicatrice scientifica ed esperta di climate literacy) e Francesco Visentin (geografo ed esperto di Contratti di Fiume). Non mancherà un approfondimento sul Contratto di Fiume Isonzo, importante processo partecipato per la tutela del fiume promosso dal Comune di Staranzano. RESCUE è un innovativo progetto dell’OGS Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, in collaborazione con l’Università di Trieste, sulle riserve di acqua dolce nei fondali marini dell’Alto Adriatico: una mappatura delle falde acquifere profonde a bassa salinità, sia terrestri che marine, guidata da Angelo Camerlenghi, dirigente di ricerca presso l’OGS.
La scienza incontra l’arte nel progetto curato dalla Società Cooperativa Shoreline, realtà specializzata negli interventi di riforestazione sottomarina e ripristino di ecosistemi marini degradati, insieme all’artista Miha Godec, la cui residenza artistica è co-prodotta dal Festival dell’Acqua insieme al centro culturale sloveno Artevida. Nel talk Reviviscence i titolari di Shoreline e Godec illustrano, in particolare, l’attività dedicata alla specie Cystoseira, organismo chiave per la biodiversità, con la sperimentazione biomimetica e la realizzazione di dispositivi tridimensionali per la crescita algale. Si torna poi alla geopolitica con il racconto di Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets, dedicato alla Groenlandia, tra i luoghi che meglio rispecchiano il veloce mutamento dell’ordine internazionale. Qui il climate change non è uno slogan: il ghiaccio si ritira, ogni anno di più, scoprendo terre e fondali e lasciando spazio a interessi economici e strategie politiche. Raccontare questa terra, fragile e contesa, significa raccontare il mondo che verrà: una trasformazione che riguarda tutti.
Il Festival sarà dunque il luogo di incontro di saperi e linguaggi. Un contenitore del quale ha riferito anche l’assessore Gambin parlando della varietà «delle modalità espressive e comunicative». Il programma di scienza e arte che si mixeranno «non sono linguaggi antitetici ma complementari» così Gambin. Non mancheranno alcune visite guidate alla scoperta di luoghi di incontaminata bellezza e di grande valore storico. La mattina di sabato 23 maggio è possibile visitare l’Idrovora Sacchetti e la mattina di domenica 24 la Rosta di Sagrado e il relativo Punto Multimediale, dove avrà luogo anche un’esibizione a tema dell’Associazione Corale Audite Nova. Entrambe le visite sono realizzate con la collaborazione del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. Sabato 23 maggio, inoltre, sarà possibile scivolare sulle quiete acque del territorio, alla scoperta di luoghi incantevoli, insieme alle “mule del Drago”, la squadra dell’ANDOS Gorizia che mette a disposizione del pubblico, anche dei neofiti della canoa, il suo Dragon Boat, una grande canoa con testa e coda di drago. Tutti gli eventi del Festival sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. È consigliata la prenotazione on line su (clicca qui).
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