L’ORDINANZA SINDACALE
Staranzano, arriva il divieto di fumo nei parchi giochi e vicino alle scuole. Fragiacomo: «Misura nata da richieste dei genitori»
L’ordinanza interesserà anche cimiteri e ingressi degli uffici pubblici. Le zone saranno segnalate da apposito divieto. Multe da 27,50 a 275 euro con raddoppio della sanzione in casi particolari.
Una misura per tutelare la salute dei cittadini limitando i rischi del fumo attivo e passivo. Il sindaco di Staranzano, Marco Fragiacomo, ha firmato l’ordinanza numero 16/2026, che introduce il divieto di fumo di qualsiasi tipo – dunque anche sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco – in alcune aree pubbliche all’aperto del territorio comunale.
Il divieto sarà segnalato da appositi cartelli, che verranno prossimamente installati, e interesserà parchi e giardini pubblici (in particolare le zone verdi dedicate al gioco dei bambini), cimiteri e aree limitrofe agli ingressi di scuole, servizi dell’infanzia e uffici pubblici - compresa la zona dell'ambulatorio in via dell'Infanzia.
Le violazioni accertate saranno sanzionate con multe che vanno da 27,50 euro fino a un massimo di 275 euro, ma che potranno essere raddoppiate qualora il divieto di fumo venga infranto in presenza di minori di 12 anni o di donne in gravidanza. L’ordinanza stessa entrerà in vigore a partire dal posizionamento della relativa segnaletica.
La decisione, spiega Fragiacomo, «è nata dalle richieste dei cittadini: in particolare, alcuni genitori erano giustamente infastiditi dal comportamento di altri che fumavano in zona scuole, senza preoccuparsi del fumo passivo respirato dai bambini. I nostri vigili urbani vigileranno sul rispetto dell’ordinanza e della norma, mentre il mio auspicio è che la cittadinanza collabori».
Il primo cittadino di Staranzano specifica che l’obiettivo della misura, concordata Polizia Locale e con l’assessore Flavio Pizzolato, è quello di «scoraggiare i fumatori nelle situazioni più a rischio per determinate categorie di persone». Come recita la comunicazione ufficiale divulgata dal Comune, la misura si inserisce in un quadro più ampio di tutela della salute pubblica «secondo quanto previsto da normative nazionali e direttive europee per tutelare la salute di tutti, in particolare di bambini, giovani e categorie vulnerabili».
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