Sigle sindacali a confronto, Uil Fpl e Nursind discutono con Fials sull’unificazione fondi delle aree Asugi

Sigle sindacali a confronto, Uil Fpl e Nursind discutono con Fials sull’unificazione fondi delle aree Asugi

IL DIBATTITO

Sigle sindacali a confronto, Uil Fpl e Nursind discutono con Fials sull’unificazione fondi delle aree Asugi

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 31 Mar 2025
Copertina per Sigle sindacali a confronto, Uil Fpl e Nursind discutono con Fials sull’unificazione fondi delle aree Asugi

L’incontro stamattina al San Polo. Presenti i segretari Bressan, Petruz e Pototschnig. Oggetto la perdita di 800 euro annui in premi produttività nell’area isontina.

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Le ultime settimane sono state ricche di dibattito nel mondo sindacale legato alla sanità regionale. L’oggetto principale di discussione è l’accordo sull’unificazione dei fondi delle due aree di Asugi, ovvero quella isontina e giuliana, firmato dalle sigle Cgil, Cisl e Fials ma sin da subito contestato da Uil Fpl e Nursind Fvg. Una disposizione che, come hanno fatto sapere queste ultime due, comporta perdite economiche per i lavoratori dell’area isontina nel campo dei premi produttività per un totale che si aggira fra i 600 e gli 800 euro annui a dipendente.

A seguito del fallimento dell’incontro di conciliazione del 12 marzo, le due sigle avevano indetto, oltre allo sciopero previsto per i primi di aprile, un confronto pubblico aperto a tutti i lavoratori per ascoltare i diversi punti di vista dei sindacati e fare chiarezza sulla questione. L’iniziativa ha avuto luogo stamattina, alle 9.30, all’Ospedale San Polo di Monfalcone: pieni i posti a sedere della sala riunioni, per un dibattito che ha visto confrontarsi gli organizzatori e segretari regionali Stefano Bressan di Uil Fpl e Luca Petruz di Nursind con Fabio Pototschnig, segretario provinciale a Trieste per Fials. Non hanno aderito al confronto i rappresentanti di Cgil e Cisl.

Moderato dal giornalista del Messaggero Veneto Christian Seu, il dibattito è partito da Bressan, che ha ribadito con fermezza le posizioni di Uil Fpl. «In seguito dell’accordo firmato da Cgil, Cisl e Fials, i lavoratori vedranno un taglio netto della produttività – ha spiegato - in aera isontina per circa 800 euro annui a lavoratore, in area giuliana con un mancato riconoscimento economico di 500 euro in più rispetto a quanto si sarebbe ottenuto portando la produttività a un livello più alto». «Questo accordo, firmato oltretutto senza contrattazione, è per noi inaccettabile – così Bressan – come non è accettabile non chiedere o impegnarsi a trovare risorse per il sistema sanitario pubblico». «Noi abbiamo fatto richiesta fin da subito di scorporare l’accordo sulle maggiorazioni da quello sui fondi – ha fatto sapere il sindacalista – così da domandare intanto le necessarie risorse economiche. Come Uil Fpl abbiamo firmato l’unificazione fondi in Asugi a sola condizione che tutte le quote dei salari accessori fossero portate a rialzo: non possiamo accettare che venga tolto un solo euro a un solo lavoratore».

A sollevare il problema della mancanza di fondi per effettuare tali rialzi è stato Pototschnig: «Senza nuove entrate non è possibile. Inoltre, questo spostamento andrà finalmente a migliorare la situazione economica dell’area giuliana». Il segretario provinciale Fials ha infatti riferito di un vantaggio dell’area isontina rispetto ai lavoratori di Trieste, «con una differenza annuale di circa mille euro in più a dipendente in premi produttività ogni anno dal 2020 a oggi». «Dispiace che nell’isontino vadano ora a perdere una parte, ma per cinque anni hanno guadagnato di più rispetto all’area giuliana», così ancora Pototschnig, che ha definito la proposta di rialzo di Uil e Nursind come «un’utopia allo stato attuale: se la Regione darà nuovi fondi saremo ben felici di attuare questi aumenti». È previsto già domani un incontro con l’assessore alla salute del Fvg Riccardo Riccardi, ha fatto sapere il segretario Fials, durante il quale «chiederemo anche noi ulteriori risorse alla Regione».

La posizione delle tre sigle che hanno sottoscritto l’accordo, dunque, è quella di riequilibrare nell’immediato il divario tra le aree Asugi, sebbene a discapito di una delle due. Non ci stanno però Uil e Nursind: «Non era necessario firmare l’accordo in fretta e furia accettando il ribasso – è stata la risposta di Bressan – bisognava prima combattere tutti assieme per trovare risorse fino all’ultimo». «Anche secondo noi era giunto il momento di unificare i fondi, ma a rialzo per tutti», ha commentato, puntualizzando anche che «le due aree Asugi non hanno ancora un regolamento unico su vari aspetti come part time, orari di lavoro e servizi mensa».

La volontà delle due sigle, come sottolineato anche da Luca Petruz di Nursind, è quindi «dare più fondi all’area giuliana mantenendo però invariati i fabbisogni economici dell’area isontina». «Fials ha dimenticato quale sia il lavoro di un sindacato – così il segretario Nursind – che non è firmare accordi a ribasso, ma dare a ciascun dipendente ciò che merita». Preoccupazioni da parte sua anche per la situazione dell’organico ospedaliero fra Gorizia e Monfalcone: «In area isontina mancano infermieri, nessuno vuol venire a lavorare qui, per cui togliere 800 euro di premi produttività ci penalizzerà ancora di più nel momento in cui potenziali nuovi dipendenti del territorio dovranno fare una scelta tra Trieste e Monfalcone-Gorizia».

Mentre Pototschnig ha concluso definendo un «atto di buonsenso» l’aver «aspettato fino a quest’anno per l’accordo di unificazione fondi, poiché così facendo abbiamo permesso all’area isontina di mantenere premi produttività maggiori», Petruz e Bressan hanno ribadito la loro «linea sindacale dura per portare a casa risultati per i lavoratori, che è il nostro unico fine». In nome della «contestazione ferma e fino all’ultimo», oltre allo sciopero di venerdì 4, i segretari Uil Fpl e Nursind hanno fatto sapere che il 16 aprile la questione verrà da loro portata dinanzi al Giudice del Lavoro, con la richiesta di annullamento dell’accordo firmato Cisl, Cgil e Fials.  

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