LA RIFLESSIONE
Il senso della televisione e la costante del tempo
Riflesso della società e presenza che scandisce il ritmo del quotidiano, a cavallo del nuovo millennio il medium televisivo è andato evolvendosi mantenendo uno stretto legame con il concetto di 'tempo'.
La televisione è sempre stata considerata un riflesso della società, declinata in due fasi temporali: la televisione degli anni precedenti al 2000 circa, a cavallo del nuovo millennio, e quella successiva, fino a ora.
Dalla sua nascita a circa trent’anni fa, la televisione ha rispecchiato le abitudini, la vita, i momenti di svago o di informazione precipui per la quotidianità del cittadino medio, con appuntamenti fissi e ritualità incorporate in ogni programma televisivo, sia esso quotidiano o evento singolo. Protagonisti di questa televisione sono i fondatori di questo mezzo in Italia, nomi dalla grandezza di Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Corrado, Pippo Baudo e innumerevoli altre figure, dal giornalismo all’intrattenimento.
Per capire l’importanza e l’imponenza di un appuntamento televisivo in quegli anni, basta pensare alle televisioni che avevano bisogno di una decina di minuti per accendersi, e questo creava l’attesa, la consapevolezza che a un certo orario c’era un appuntamento e si aveva il momento per informarsi o intrattenersi. Molti programmi televisivi nati sotto l’idea, la scuola e il linguaggio di quella televisione esistono ancora e continuano a riscuotere successo.
Terminato questo excursus sulla televisione antecedente al 2000, si cercherà di porre l’accento sulle caratteristiche principali della televisione odierna. La gente, rispecchiata e guidata da abitudini, diventa la protagonista o uno dei personaggi della televisione grazie a diversi formati televisivi che prevedono la partecipazione, attraverso storie, esibizioni o sfide, della gente che si candida per partecipare. Questo aspetto, negli anni ’60, ’70, ’80 era rispecchiato solamente dal genere “quiz show” e dal “game show”. Il ruolo della televisione è sensibilmente mutato, ma non per questo carente di punti fissi fondamentali per la sua esistenza stessa.
Se le due grandezze principali sono considerate lo spazio e il tempo, quest’ultimo è la costante della televisione, sin dagli anni ’60 e con la diffusione sempre più massiccia di questo apparato. Il tempo nella televisione è rappresentato da due aspetti. Il primo riguarda la presenza e l’importanza di appuntamenti fissi, il secondo attiene all’evoluzione che le fasce orarie hanno subito, in concomitanza con la nascita di nuovi programmi e nuove esigenze della televisione. Per fascia oraria si intendono le suddette “prima serata”, “seconda serata”, “daytime”, “access prime time” e così continuando.
Differenziarsi, soprattutto in un mercato come quello televisivo, e non solo, composto da molti concorrenti, sinonimo di molta scelta per il telespettatore, è fondamentale. Il senso della televisione, infine, rispecchia ed è complementare al senso del tempo, unito al fattore, sempre importante e sempre più essenziale, della sensibilità.
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