IL CONVEGNO
Riscrivere gli spazi urbani con la natura, la proposta per il Verde Terapeutico a Gorizia
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Tema cardine dell'incontro gli effetti benefici della presenza della natura su salute individuale e collettiva. I risultati.
Lo scorso sabato si è tenuto a Gorizia il convegno "Territori e Confini dell'Invisibile: Il Verde Terapeutico e la sua Progettualità", organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia in collaborazione con la Comunità Terapeutica "La Tempesta" e con il patrocinio di ASUGI e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il convegno ha esplorato in maniera approfondita il tema del verde terapeutico e le sue applicazioni curative, offrendo un'importante occasione di confronto tra contributi scientifici ed esperienze diverse nel settore. L'iniziativa ha posto l'accento sul ruolo della cooperazione sociale come motore di sviluppo umano e sulla rinnovamento degli spazi urbani attraverso la rinaturalizzazione, con un focus particolare sul progetto di recupero dell'ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia e il suo rapporto con la città.
Esperti del mondo accademico e delle istituzioni, operanti nel campo del benessere, della salute e del territorio, si sono alternati sul palco per discutere di come la presenza della natura e le sue implicazioni positive possano generare effetti benefici sulla salute individuale e collettiva. Un esempio concreto di questo approccio è stato il progetto "Gli Spazi Ecocentrici" della Giardineria Italiana di Pistoia, presentato durante il convegno, che integra benessere, inclusione sociale e sostenibilità attraverso il verde terapeutico.
Ad aprire i lavori, oltre ai saluti del presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin, anche l’intervento del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna. Tra gli approfondimenti che si sono susseguiti nel corso della giornata, anche quelli dell’assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, e dell’assessore regionale al patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, Sebastiano Callari.
Proprio quest’ultimo ha voluto concentrarsi sui lavori in corso al Parco Basaglia, sottolineando come «il fatto che avvengano nell'ambito della Capitale europea della cultura lo rende ancora più significativo, poiché oggi, più che mai, vi è un diffuso bisogno di salute e, soprattutto, di una nuova cultura». «Oggi – prosegue Callari – questo luogo può diventare lo scenario di una nuova fase, quella che alcuni definiscono un’osmosi tra le persone cosiddette sane e coloro che stanno affrontando una malattia mentale. Che tutto ciò avvenga in un parco rigenerato e restituito alla collettività rappresenta un momento importante».
L’Assessore Riccardi ha invece approfondito temi legati alla fragilità delle persone e delle complessità legate alla salute mentale. «Temi di straordinaria rilevanza che, troppo spesso, non vengono affrontati con la dovuta attenzione», ha rilevato l'esponente della Giunta regionale. «Questo perché – continua Riccardi – ancora oggi la cultura del bisogno di salute è fortemente incentrata sull'ospedale. Al contrario, proprio durante il convegno sono emersi con forza valori e istanze riconducibili alla dimensione sociale della cura, che assume un ruolo sempre più centrale nel rispondere ai bisogni delle persone».
Il programma del convegno ha previsto una sessione mattutina dedicata al ruolo della società civile e della cooperazione sociale come strumento terapeutico, grazie agli interventi dei rappresentanti di ASUGI e del Consorzio Il Mosaico, tra gli altri, e una sessione pomeridiana incentrata sul significato, le esperienze e la progettualità del verde terapeutico, con la partecipazione di esperti della Giardineria Italiana e della Cooperativa Sociale "Giotto" di Padova.
«Questo evento ha rappresentato un'importante occasione per riflettere sul ruolo fondamentale che il verde e la natura possono svolgere nel promuovere il benessere delle nostre comunità» sono state le parole del presidente della Fondazione Carigo, Alberto Bergamin, soddisfatto dell’esito del convegno. L'evento ha visto una numerosa partecipazione di pubblico qualificato, tra cui rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore sociosanitario, esperti del mondo accademico e cittadini interessati alle tematiche trattate.
«Crediamo fermamente nel valore terapeutico del contatto con la natura e nell'importanza di rigenerare gli spazi urbani in un'ottica di inclusione sociale e sostenibilità. L'auspicio – conclude Bergamin – è che Gorizia possa diventare un modello di riferimento nell'applicazione di queste pratiche innovative, un luogo dove la cura delle persone e la cura dell'ambiente si fondono in un unico progetto di crescita sociale e territoriale».
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