Diritti, leadership e partecipazione civile
Professioniste al servizio di progetti sociali: la forza e l’impegno di Soroptimist per ‘Una stanza tutta per sé’
Tra i progetti promossi anche il protocollo d’intesa con la Consob per i percorsi formativi sulla consapevolezza economica e quelli sulla leadership femminile con l’Università Bocconi.
Garantisce l’accoglienza protetta delle donne vittime di violenza e delle persone vulnerabili. “Una stanza tutta per sé” è uno dei progetti concreti messi in atto dalla sezione goriziana di Soroptimist International che si è impegnata per garantire a queste persone un ambiente protetto, un luogo di denuncia e ascolto inserita in un posto sicuro che aiuta e mette a proprio agio chi formalizza una denuncia. Soroptimist International è un’organizzazione mondiale di donne impegnate nel volontariato attiva a Gorizia da 61 anni. Porta avanti attività formative e progetti innovativi che forniscono numerose opportunità sul territorio proponendo una visione di sistema. Come emerso dalla recente seduta della Commissione Pari Opportunità del Comune di Monfalcone, la violenza domestica, i maltrattamenti, le sofferenze psicologiche e i comportamenti assillanti e i “codici rossi” sono gravi episodi in crescita anche tra il territorio Monfalconese e il Gradese. Si tratta di circa un centinaio di casi noti alle Forze dell’Ordine e alle Autorità competenti. Fortunatamente, aumentano le denunce dovute ad una maggiore consapevolezza, ad un’accurata informazione sul tema e grazie alle professionalità messe in campo a tutela.
L’instancabile impegno che Soroptimist porta avanti su questo progetto – il cui titolo è ispirato al primo saggio femminista di Virginia Woolf - è sostenuto dall’Arma dei Carabinieri già dal 2015 quando i vertici della Benemerita hanno sottoscritto il protocollo d’intesa fondativo assieme alla presidenza nazionale dell’associazione. A novembre 2025, l’accordo è stato rinnovato a carattere quinquennale per garantire maggiore continuità e programmazione temporale delle attività congiunte e l’adeguamento al nuovo quadro normativo. Sono in tutto 300 le Stanze presenti sul territorio italiano. A spiegarci qual è il metodo di lavoro attraverso cui opera Soroptimist è la presidente del club di Gorizia, Roberta La Mantia che assieme ad altre socie mette a disposizione le varie professionalità a difesa dei diritti umani fondamentali. «Valutiamo i dati delle performance e degli elementi critici che ci si presentano – spiega La Mantia – tutto questo serve ed è utile a riformulare esigenze e bisogni per poi istituire reti locali e nazionali. Dietro a tutto questo ci sono studi sociologici e progettualità specifiche legate al contesto sociale di riferimento».
L’istituzione delle Stanze segue le linee guida standard che danno delle specifiche indicazioni per accogliere donne vulnerabili e vittime di comportamenti illegali. Si tratta di locali che devono essere confortevoli e favorire completamente chi depone quanto vissuto e sopportato. Un ambiente dotato di luci calde, colori tenui e giochi per i più piccoli accompagnati dalle loro madri. Ci sono poi i kit della Stanza “portatile”, dotato di notebook e microtelecamera integrata per la registrazione audio-video di denunce ed escussioni. Il materiale raccolto è destinato alla diffusione ai reparti dell’Arma del territorio. Il Comando Provinciale dei Carabinieri e la Stazione dell’Arma di Monfalcone sono dotati di questa Stanza. Da come ci riferisce La Mantia, «non è possibile avere una quantificazione degli investimenti fatti a Monfalcone» perché quanto realizzato è frutto della professionalità messa a disposizione dall’architetto Luisa Movio, socia di Soroptimist. Non si tratta quindi di una necessaria quantificazione economica ma di una valutazione nel merito concreto della valenza delle iniziative a supporto della causa. Prossimamente – in un luogo ancora da definire e a seguito di uno specifico sopralluogo – si prevede che la Stanza avrà sede anche a Grado.
«L’audizione in Commissione a Monfalcone è stato un momento di confronto attivo, un’occasione in cui grazie alla professoressa e consigliera Sabina Cauci ci siamo sentiti coinvolti». Sono quindi aumentati i percorsi di consapevolezza sul tema e agire su tutto ciò ha pure permesso il delinearsi di una mappatura del territorio che permette di capire anche dove ci sono ancora delle necessità da affrontare. L’organizzazione realizza progetti sociali e culturali a livello locale, nazionale e internazionale, promuovendo programmi di istruzione e formazione rivolti a donne e ragazze, l’assegnazione di borse di studio e iniziative di contrasto alla violenza di genere. L’organizzazione sostiene inoltre percorsi finalizzati a favorire l’indipendenza economica femminile e promuove attività dedicate ai diritti umani, alla leadership e alla partecipazione civile. I club locali organizzano anche convegni, campagne di sensibilizzazione e iniziative di beneficenza.
Attraverso i progetti nazionali, vengono promosse molte professioniste «per dare loro la possibilità di migliorare le proprie competenze».
Si tratti di ambiti accademici ma anche in realtà sociali, culturali e civili. Promuove percorsi di empowerment, mentoring, formazione professionale e iniziative per favorire l’indipendenza economica femminile. L’obiettivo, il lavorare alla base di questo team affiatato che lavora con passione ed esperienza, è puntare alla formazione. Ne sono esempio diverse convenzioni come quelle stipulate con l’Università Bocconi per realizzare corsi di formazione incentrati sulla leadership femminile e sull’empowerment delle donne o il nuovo protocollo d’intesa siglato con la Consob - che “ritornerà” con dei suoi referenti nel goriziano dopo tanto tempo - sul tema dell’educazione finanziaria e della consapevolezza economica. Consob mette a disposizione percorsi formativi per docenti e materiali didattici sulla finanza e la gestione delle risorse, coerenti con gli obblighi di educazione civica e finanziaria introdotti nei programmi scolastici. Soroptimist coinvolge quindi i suoi club e le comunità locali per presentare questi percorsi alle scuole, contattando dirigenti e insegnanti e promuovendo l’adesione ai corsi. L’obiettivo è creare docenti come “formatori” che poi possano portare in classe queste competenze di educazione finanziaria a studenti di tutti gli ordini scolastici. Si guarda perciò in prospettiva con dinamicità, interazione e trasmissione di comportamenti virtuosi contrastando gli stereotipi di genere attraverso nuovi linguaggi e messaggi costruttivi. Un lavoro per «un cammino comune» per migliorare la condizione delle donne e delle ragazze.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione










