LA NOTA
Per un ITS Academy tutto goriziano, Bullian: «Difendiamo l’integrità del capoluogo provinciale»
Per il consigliere regionale, la proposta valida per ogni area vasta o provincia migliorerebbe l’attrattività formativa e produttiva del Friuli Venezia Giulia rendendola omogenea.
«Come accade spesso, il dibattito travalica il merito della mia interrogazione originaria su Grado e la Bisiacaria. Non vorrei che, alla fine, la cartografia del ‘Grande Friuli’ diventasse la base per la successiva proposta della nuova ‘grande Provincia del Friuli’, sacrificando ovviamente quella di Gorizia», afferma Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia–Civica FVG. Su questo, l’esponente regionale ribadisce il suo impegno per «contrastare tali scenari, difendendo la riproposizione e l’integrità della provincia di Gorizia, che rappresenta un unicum da preservare, con tante particolarità: circa metà del territorio con parlate venete e l’altra metà friulanofona, una forte presenza della minoranza slovena, un alto impatto migratorio anche recente e numerose peculiarità storiche e perle culturali legate anche al confine». «Almeno sull’importanza di mantenere l’integrità territoriale della Provincia di Gorizia, con Gorizia capoluogo riconosciuto, siamo quasi tutti d’accordo. Mi auguro di sì» rileva Bullian.
Inoltre, il consigliere non ritiene si necessario che ogni innovazione debba concentrarsi a Gorizia, guarda a quella che definisce «una vocazione prevalente» di un’area o una città e «sulla base di questa si orienta l’utilizzo delle risorse». Poi, riprendendo il dibattito sugli Istituti Tecnologici Superiori – gli ITS Academy – avanza alcune considerazioni. «In questa fase, il confronto prende le mosse dall’accoglimento da parte della Giunta regionale di un ordine del giorno del 29 ottobre 2025 che ho promosso assieme al collega Marco Putto, in cui si impegna l’esecutivo a “implementare e potenziare il sistema regionale degli ITS Academy, al fine di migliorare l’attrattività formativa e produttiva del Friuli Venezia Giulia e con l’obiettivo di raggiungere una diffusione omogenea degli Istituti, garantendo un’offerta su ogni area vasta regionale, anche attraverso l’attivazione di tavoli con i portatori di interesse per migliorare la formazione tecnica specialistica e lo sviluppo territoriale”».
«In sintesi, ogni area vasta o provincia dovrà avere un ITS, ma non necessariamente nella città capoluogo (o non solo in quella). Ritengo, quindi, sbagliato e prematuro dividersi su dove dovrà essere collocato il possibile nuovo ITS dell’Isontino, fermo restando che sono emerse almeno quattro proposte — da Gorizia, come riportato oggi dalla stampa, a Monfalcone, da Cormons a Romans d’Isonzo — che sottendono anche impostazioni e settori diversi, non necessariamente contrapposti o alternativi. Prima di individuare uno o più luoghi e indirizzi precisi, ritengo sia sensato capire quali specializzazioni sia preferibile attivare sulla base delle dinamiche di mercato e delle logiche della domanda e dell’offerta. Su questo credo che l’Amministrazione regionale debba attivarsi quanto prima per essere coerente con l’ordine del giorno accolto e formulare una proposta per l’Isontino, dopo aver ascoltato i vari portatori di interesse», conclude Bullian.
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