la celebrazione
Pasqua a Sant’Ignazio di Gorizia, monsignor Redaelli richiama al senso profondo della vita
L’amministratore apostolico ha presieduto la messa del mattino di Pasqua.«Guardare alle realtà quotidiane con lo sguardo di Dio, guidati dall’amore della Risurrezione».
Una chiesa di Sant’Ignazio gremita ha accolto, ieri mattina alle 10, la solenne celebrazione di Pasqua presieduta dall’amministratore apostolico Carlo Roberto Maria Redaelli, nel cuore di Gorizia.
Nel giorno centrale per la fede cristiana, l’arcivescovo ha proposto una riflessione che ha intrecciato il messaggio evangelico con la vita concreta dei fedeli, prendendo le mosse dalle parole dell’apostolo Paolo: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù». Un invito che, ha osservato, può apparire distante dalla quotidianità, quasi a suggerire un distacco dalle responsabilità terrene.
Redaelli ha invece ribaltato questa interpretazione, sottolineando come nessuno possa sottrarsi alla dimensione concreta dell’esistenza. Anche chi è votato alla contemplazione resta immerso nelle necessità quotidiane, così come lo stesso Gesù, nella sua vita a Nazareth, ha condiviso pienamente la realtà del lavoro e delle relazioni umane.
Il significato autentico dell’esortazione paolina, ha spiegato, non riguarda uno spazio fisico, ma uno sguardo diverso: «vivere la realtà del mondo dal punto di vista di Dio». In questa prospettiva, ogni ambito della vita, a partire dal lavoro, acquista un valore ulteriore, diventando collaborazione con l’opera creatrice e responsabilità verso il bene comune.
La Pasqua, ha proseguito, illumina proprio questo orizzonte. Non si tratta di negare le dinamiche umane, ma di coglierne il senso più profondo, che trova compimento nell’amore manifestato da Cristo. Un amore che supera egoismi e interessi e orienta verso il dono, il servizio e la condivisione.
Nel passaggio conclusivo dell’omelia, l’arcivescovo ha richiamato la dimensione della fede come guida nel cammino quotidiano, ricordando che il pieno significato dell’esistenza si rivelerà solo alla fine dei tempi. Da qui l’augurio rivolto ai presenti: che la Pasqua non allontani dalla vita di ogni giorno, ma aiuti a comprenderla più profondamente alla luce dell’amore che nasce dalla Risurrezione.
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