‘Le ombre di Rab’, a Romans un libro fa luce sulle responsabilità italiane durante il fascismo

‘Le ombre di Rab’, a Romans un libro fa luce sulle responsabilità italiane durante il fascismo

L’INCONTRO

‘Le ombre di Rab’, a Romans un libro fa luce sulle responsabilità italiane durante il fascismo

Di REDAZIONE • Pubblicato il 07 Apr 2026
Copertina per ‘Le ombre di Rab’, a Romans un libro fa luce sulle responsabilità italiane durante il fascismo

Martedì 14 aprile la presentazione del volume sulle deportazioni nei Balcani. Tra il 1942 e il 1943 morirono circa 1500 civili nel campo allestito dall’esercito italiano.

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Una pagina poco conosciuta della storia italiana torna al centro del dibattito pubblico con la presentazione del volume “Le ombre di Rab. Storia e memoria di un campo di concentramento italiano”, in programma martedì 14 aprile alle ore 20 nella sala comunale di Casa Candussi Pasiani, in piazza Garibaldi, a Romans d'Isonzo. L’iniziativa è promossa da ANPI e dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di riportare l’attenzione su una vicenda storica a lungo rimasta ai margini della memoria collettiva.

Il volume, curato da Dario Mattiussi e arricchito dalla prefazione dello storico Eric Gobetti, è stato pubblicato dal Centro Gasparini e dalla Fondazione “Dorče Sardoč”. Al centro della ricerca vi è il campo di concentramento istituito dall’esercito italiano sull’isola di Rab, nel Quarnaro, durante la Seconda guerra mondiale.

Nel corso delle operazioni di occupazione della Slovenia tra la primavera e l’estate del 1942, le truppe italiane condussero vasti rastrellamenti, con devastazioni di intere aree, incendi di villaggi, fucilazioni e deportazioni di civili. In questo contesto, tra il luglio 1942 e il settembre 1943, circa 1500 civili sloveni e croati – in gran parte anziani, donne e bambini – morirono nel campo di Rab a causa di fame, freddo e malattie.

Il libro ricostruisce non solo i fatti storici, ma anche le modalità con cui questa vicenda potrebbe entrare a pieno titolo nella memoria civile italiana. Un elemento centrale dell’opera è rappresentato da un documento inedito: il diario del tenente medico Ezio Borsatti, in servizio nel campo, rinvenuto da Ferruccio Tassin. La testimonianza offre uno spaccato diretto della vita quotidiana nel campo e mette in luce precise responsabilità politiche e militari, sollevando interrogativi anche sui lunghi silenzi del dopoguerra.

Alla serata interverranno lo stesso Mattiussi e Tassin, mentre l’attrice Lucia German proporrà alcune letture tratte dal volume, dando voce alle testimonianze raccolte. Un appuntamento che si propone non solo come presentazione editoriale, ma come occasione di riflessione storica e civile su un capitolo ancora poco esplorato del Novecento italiano.

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