Nuova sfida per il goriziano Daniele Braini: l’avventura sul tracciato ‘wild’ della Slovenian Mountainbike Route

Nuova sfida per il goriziano Daniele Braini: l’avventura sul tracciato ‘wild’ della Slovenian Mountainbike Route

L’IMPRESA

Nuova sfida per il goriziano Daniele Braini: l’avventura sul tracciato ‘wild’ della Slovenian Mountainbike Route

Di Francesca Diviacchi • Pubblicato il 22 Mar 2026
Copertina per Nuova sfida per il goriziano Daniele Braini: l’avventura sul tracciato ‘wild’ della Slovenian Mountainbike Route

Partito a giugno 2025, l'amatore ha percorso circa mille chilometri sui 1.800 previsti affrontando un dislivello di 23 mila metri sui 50 mila totali. «L’obiettivo è completarlo entro quest’anno».

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Il suo obiettivo era completare la Slovenian Mountainbike Route STKP, un itinerario circolare di 1.800 chilometri con un dislivello complessivo di 50 mila metri, che attraversa tutti i principali gruppi montuosi della Slovenia. Così il goriziano Daniele Braini nel giugno del 2025 è partito con la sua mountainbike da casa e ha iniziato il percorso in località Aidussina, per poi scendere lungo la costa al confine con la Croazia, risalire a fino in zona Maribor dove poi ha dovuto interrompere la sua impresa.

Il percorso, inaugurato nel 2016, è pensato per ciclisti esperti e attraversa strade tranquille, sterrate e sentieri forestali, toccando 109 punti di controllo e 52 rifugi alpini dove i partecipanti possono timbrare il proprio Diario STKP. Gran parte del tracciato è isolata e “wild”, come racconta lo stesso Daniele: «È un’esperienza molto più selvaggia rispetto al giro d’Italia che avevo fatto l’anno prima – spiega Braini – Bisogna essere preparati e avere con sé cibo e acqua perché, sebbene il percorso sia pensato per sostare nelle baite e timbrare le tappe, alcune di esse erano chiuse e in quei casi occorre sapersi arrangiare».

A causa della rottura del freno e dopo poco più di un mese, il ciclista goriziano è stato costretto a rientrare a casa, avendo percorso in totale circa 1.000 chilometri e affrontato 23 mila metri di dislivello. «L’intento ovviamente era quello di completarlo tutto in una volta, cercando di completarlo in circa due mesi, ma tra alcuni imprevisti e difficoltà personali ho dovuto fermarmi. L’idea però è quella di finirlo entro quest’anno».

Una passione, quella di Daniele Braini, nata quasi per caso con un gruppo di amici della pallavolo. «Durante l’estate di alcuni anni fa ci era venuta l’idea di fare qualche giro in bici – racconta – poi ci siamo iscritti a qualche gara, come la Dolomiti Superbike 60 chilometri, e da lì è cominciato tutto». Con il tempo, lasciata la pallavolo, la bicicletta è diventata sempre più centrale. «Non mi piace pedalare solo per fare chilometri, mi piace scoprire posti nuovi, sperimentare e vivere il territorio»

Nonostante alcune difficoltà, l’avventura resta estremamente positiva: «È stata una bellissima esperienza, molto dura e impegnativa, ma ho incontrato tanta gente e mi sono creato tanti bei ricordi». Questa avventura faceva parte di quei progetti “nel cassetto” che Daniele voleva realizzare post-pensione. «Un paio di anni fa ho trovato il libretto di questo percorso con i timbri e l’ho comprato – racconta – l’ho conservato come promemoria di questa impresa che desideravo affrontare». Ora però Daniele è concentrato sulla seconda parte del percorso, la più impegnativa, quella che attraversa le Alpi.

Oltre alla bici, Daniele ha affrontato un’altra esperienza nel mondo dello sport. Nei giorni scorsi ha infatti partecipato come volontario alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, svoltesi dal 6 al 15 marzo. «È stata un’esperienza stupenda, soprattutto dal punto di vista umano – racconta – gli atleti ti ringraziano e si è creato un clima speciale». Un’occasione che gli ha permesso di entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo.

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