Monfalcone, Fiom, Uilm e Anpi onorano gli operai caduti per la Liberazione

Monfalcone, Fiom, Uilm e Anpi onorano gli operai caduti per la Liberazione

L’OMAGGIO

Monfalcone, Fiom, Uilm e Anpi onorano gli operai caduti per la Liberazione

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 24 Apr 2026
Copertina per Monfalcone, Fiom, Uilm e Anpi onorano gli operai caduti per la Liberazione

Cerimonie alla Nidec ASI e in Fincantieri in occasione dell'81esimo anniversario. Sindacati e istituzioni ricordano il contributo della Brigata Proletaria e il valore della Costituzione nata nelle fabbriche.

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Ha avuto luogo stamane, venerdì 24 aprile, la consueta cerimonia in occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, a ricordo del sacrificio dei lavoratori caduti per la libertà. L’evento, organizzato da Fiom, Uilm, e Anpi e svoltosi all’interno dello stabilimento Nidec ASI di Monfalcone, ha preso vita proprio davanti al cippo dedicato a coloro che hanno perso la vita nella Lotta di Liberazione, situato all’interno dell’azienda.

A seguire, il transito del gonfalone cittadino e la deposizione di una corona d’alloro che, dopo un minuto di silenzio, hanno aperto simbolicamente gli interventi.

A prendere per primo la parola è stato Fabio Bottone, dipendente Nidec, che ha voluto ricordare il significato della Liberazione dal nazifascismo, sottolineando il valore del sacrificio di lavoratori e cittadini che hanno contribuito alla conquista della libertà: «Per onorare la memoria di chi si è sacrificato per noi». Richiamate poi alcune delle pagine più significative della Resistenza operaia, come quella degli oltre 1500 lavoratori dei cantieri di Monfalcone che lasciarono spontaneamente il proprio posto di lavoro per organizzare la difesa del territorio, dando vita alla Brigata Proletaria.

Nel suo intervento è stato ribadito come quei sacrifici abbiano contribuito alla nascita della Repubblica democratica e alla Costituzione, definita «non solo un testo giuridico, ma il testamento morale di chi ha dato la vita per la libertà».

«La nostra presenza oggi non può che essere, innanzitutto, un tributo al sacrificio dei tantissimi operai, uomini e donne di questa fabbrica e dell’intero territorio» ha affermato invece Manuela Musina, esponente dell’ANPI, ricordando l’impegno di chi ha combattuto il fascismo non solo in Italia ma anche in altri contesti europei. Un’esperienza che, secondo Musina, ha contribuito a plasmare un’identità più ampia: «L’idea di Europa nacque qui, dentro alle fabbriche, tra i lavoratori».

Accanto al ricordo, però, emerge la necessità di un impegno attuale, dove «il tributo e gli onori non bastano», ha proseguito, evocando idealmente le parole dei partigiani: «Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati».

Ampio spazio è stato dedicato in conclusione anche al tema della pace e della cooperazione internazionale: «Se la Costituzione rifiuta la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, allora vanno costruiti modelli basati su collaborazione, equità e sostenibilità».

In rappresentanza del Comune di Monfalcone era presente l’assessore Fabio Banello, che ha sottolineato il valore della memoria della Resistenza, soprattutto in un territorio profondamente segnato dalle vicende del Novecento. «La memoria della Resistenza assume un significato particolare, perché è da luoghi come questo che è nata la scelta di libertà di tanti lavoratori - ha affermato - la nostra città e la nostra regione finirono sotto il controllo diretto della Germania nazista», dando così inizio ad «anni segnati da violenza, persecuzioni e privazioni».

In quel contesto, ha spiegato, le grandi fabbriche ebbero un ruolo centrale nella mobilitazione per la libertà: «Proprio da qui partirono lavoratori che si unirono alle formazioni partigiane, portando con sé ideali di dignità, giustizia e futuro». Molti di loro affrontarono rischi enormi e «in tanti pagarono con la vita il loro impegno per restituire al Paese la libertà».

Per questo motivo, ha ribadito l’assessore, «ricordare quegli anni è fondamentale - ha concluso Banello - ricordare significa comprendere il valore di quelle scelte e ciò che ancora oggi ci chiedono».

A chiudere gli interventi istituzionali è stato il segretario generale dei metalmeccanici Cisl, Ferdinando Uliano: «Quella che vivete oggi è un’occasione unica: non sono molte, nel nostro Paese, le situazioni in cui si può tenere viva, dentro le fabbriche, la memoria del contributo dato dagli operai e dal movimento sindacale alla Liberazione dal nazifascismo».

Uliano ha ricordato il sacrificio di migliaia di lavoratori che presero parte alla lotta partigiana: «Si sono sacrificati in tanti, dando la vita per liberare il Paese da una tirannia che attraversava tutta la società». Da quel sacrificio, ha evidenziato, nasce un’eredità profonda: «Abbiamo una responsabilità morale importante, che dobbiamo esercitare ogni giorno come lavoratori, come sindacato e come cittadini».

Al centro del suo intervento il ruolo della Costituzione, definita come il pilastro della democrazia italiana: «Da quel movimento di liberazione sono nate le condizioni di libertà e di diritti nel nostro Paese - ha sottolineato - la Costituzione parla di dignità del lavoro, di uguaglianza, di diritti individuali, di libertà di opinione, di religione, di diritto alla salute e all’istruzione».

«Dobbiamo essere perseveranti, dentro e fuori i luoghi di lavoro, nel difendere i diritti e contrastare ogni forma di sopruso. È questa la lezione più attuale della Resistenza» ha concluso Uliano.

All’evento erano presenti anche il sindaco di Staranzano, Marco Fragiacomo, il vicesindaco di Turriaco, Federico Tomasella, e i consiglieri comunali dem Michela Percuzzi e Diego Moretti. La cerimonia è poi proseguita intorno alle ore 12 davanti all’ingresso di Fincantieri, all’omonimo monumento dedicato. 

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