LA MOZIONE
Lotta alla processionaria del pino a Gorizia, Turri sollecita la Giunta a valutare «iniziative percorribili»
L'esponente di Forza Italia suggerisce trappole a collare e a feromoni. La preoccupazione per l’effetto dei peli del bruco sulla salute umana e degli animali.
La consigliera comunale di Gorizia Nicol Turri ha inviato una mozione all'attenzione del sindaco Rodolfo Ziberna e della giunta con la quale chiede di valutare quali possano essere le iniziative tecnicamente, giuridicamente ed amministrativamente percorribili per la lotta alla processionaria del pino.
Tra le proposte da prendere in considerazione, si cita la collocazione/sperimentazione di trappole in luoghi «strategici e sensibili» (come asili, scuole e parchi) e la contestuale messa a punto di azioni per informare e sensibilizzare i cittadini.
«Come tutti sappiamo la processionaria del pino è una falena le cui larve infestano tipicamente i pini ma occasionalmente possono attaccare anche altre conifere ornamentali - scrive Turri - in Friuli Venezia Giulia è un insetto ben in equilibrio con l’ambiente e dal punto di vista fitosanitario, anche l’occasionale elevata presenza dell’insetto non compromette la sopravvivenza dei popolamenti di pino».
Motivo per cui, sia a livello nazionale con il D.M. 1076 del 6 dicembre 2021 che a livello regionale, con il decreto del Direttore del servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica n. 60 del 28 gennaio 2022, sono state abrogate le misure di lotta obbligatoria a questo insetto. La consigliera sottolinea però che all’articolo 31 del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Gorizia figura proprio, come voce, la “lotta alla processionaria del pino”.
«In contesti non forestali la processionaria può causare problematiche di tipo sanitario e non relative alla salute delle piante – spiega Turri - il rischio principale è quello dovuto dai danni provocati dalla penetrazione dei peli rilasciati dall’insetto, durante lo stato di bruco principalmente in primavera, nella cute umana che possono essere modesti o assumere notevole gravità».
«Conseguenze gravi si hanno quando i peli o frammenti di essi giungono a contatto con l’occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio ancora quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive come spesso accade purtroppo negli animali – prosegue – i peli della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento».
La mozione dell’esponente di Forza Italia vuole dunque «prevenire», piuttosto che intervenire. Per agire in tal senso, Turri cita trappole a collare (sistema meccanico in gomma/plastica adesiva che circonda il fusto del pino e raccoglie le larve quando scendono in processione prima della primavera) e trappole a feromoni (basate sull’uso di sostanze chimiche naturali come esche olfattive per attrarre le farfalle maschio).
«Interventi semplici, sostenibili ed efficaci se eseguiti con attenzione e tempestività – conclude – in parchi e giardini pubblici si consigliano 6 – 8 trappole per ettaro, posizionate nei punti più soleggiati, per massimizzare l’efficacia di queste trappole e ridurre il numero di farfalle, è consigliabile posizionarle strategicamente da giugno e rimuoverle a fine settembre».
Foto sullo sfondo Walter Bonnici – Unsplash
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