LA LETTERA
Lettere - Piccoli comuni a rischio estinzione: l'appello di Lenarduzzi agli Stati Generali
Il sindaco di Ruda richiama l’attenzione sul valore del presidio territoriale e la distinzione tra servizi e identità locale, «serve un piano di controesodo per salvare le comunità».
Ci scrive il sindaco di Ruda, Franco Lenarduzzi, in occasione degli Stati Generali dei Piccoli Comuni in corso a Roma, per richiamare l’attenzione su una questione che, a suo dire, non può più essere rimandata: il futuro delle piccole comunità italiane. E.V.
Gli Stati Generali dei Piccoli Comuni si svolgono oggi e domani a Roma, al Centro Congressi La Nuvola, e mettono al centro le sfide e le strategie per affrontare lo spopolamento e la denatalità che interessano migliaia di territori. Un confronto che evidenzia l’importanza di un’azione politica coordinata e strutturale. I piccoli comuni rappresentano circa il 70% dei municipi italiani, ma stanno vivendo una profonda crisi demografica. La popolazione diminuisce, i giovani se ne vanno, i servizi si riducono e il tessuto sociale si indebolisce. Molti centri rischiano di trasformarsi in “città fantasma”, con conseguenze sociali, economiche e culturali rilevanti. In alcuni casi si è già scesi sotto la soglia minima per garantire servizi essenziali e continuità amministrativa: un vero e proprio rischio di estinzione.
Di fronte a questo scenario serve un autentico piano politico di “controesodo”, capace di incentivare il ritorno o l’arrivo di nuove famiglie, lavoratori e imprese. Sono necessarie strategie strutturali: incentivi per abitare e lavorare nei territori, investimenti in infrastrutture, servizi digitali efficienti e una mobilità adeguata. Le piccole realtà, in particolare nelle aree interne, sono oggi esposte a un futuro incerto, dove la sopravvivenza dipende dalla capacità di attrarre nuove energie e opportunità. Laddove c’è un sindaco, c’è la presenza dello Stato, c’è il presidio del territorio in un’epoca di cambiamento climatico, c’è la difesa dell’identità e la valorizzazione delle istanze della cittadinanza.
Fondamentale anche la necessità di un cambio di visione culturale, distinguendo tra il concetto di “società”, intesa come insieme di funzioni e servizi – questura, prefettura, ospedale – che rispondono alle esigenze organizzative e tecniche, e quello più profondo di “comunità”, che interpreta ed esprime l’identità di un luogo attraverso l’aggregazione e la partecipazione. I sindaci rappresentano l’unione naturale di queste due dimensioni, espressione concreta della democrazia locale, oggi in una fase di forte difficoltà e per questo da sostenere come valore assoluto.
A Roma, gli Stati Generali dei Piccoli Comuni mettono in luce come la crisi non sia soltanto un problema locale, ma una questione nazionale che riguarda identità, paesaggio, coesione sociale e sostenibilità del Paese. Senza interventi mirati e strutturali, intere aree rischiano di scomparire. Tra i momenti centrali dell’iniziativa, il convegno “Le persone che vivono nei piccoli comuni: esigenze e prospettive”, dedicato all’analisi dei bisogni dei cittadini e alla definizione di strategie concrete per garantire futuro e qualità della vita alle comunità locali.
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