Lettere - Aspettando il 25 aprile, aspettando il Primo Maggio...

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LA LETTERA

Lettere - Aspettando il 25 aprile, aspettando il Primo Maggio...

Di FRANCO BUTTIGNON,LUIGINO FRANCOVIG,ROBERTO IEGAZ • Pubblicato il 28 Mar 2026
Copertina per Lettere - Aspettando il 25 aprile, aspettando il Primo Maggio...

Il messaggio congiunto di Franco Buttignon, Luigino Francovig e Roberto Legaz contro la guerra e l’indifferenza in vista delle due importanti ricorrenze che celebrano libertà e dignità nel lavoro.

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Un appello a non scivolare nell’indifferenza e nell’assuefazione all’orrore che piega le vite in ben 50 diversi teatri di guerra, specie in vista di due celebrazioni fondamentali sui valori della libertà e della dignità dell’uomo. Franco Buttignon, Lugino Francovig e Roberto Iegaz firmano congiuntamente questa lettera, invitando il lettore ad impegnarsi in prima persona per essere un promotore attivo di pace e rispetto. [F.D.G.]

Non possiamo abituarci al rumore delle bombe, né all’indifferenza che lentamente si insinua tra le coscienze. Oltre cinquanta guerre nel mondo non sono un dato: sono un fallimento collettivo. Ogni conflitto è una sconfitta dell’umanità, un arretramento della civiltà, una ferita che si riapre nella storia.

Il 25 aprile non è solo memoria: è scelta. È il giorno in cui ricordiamo che la libertà non è mai concessa, ma conquistata, difesa, custodita. È il rifiuto di ogni oppressione, di ogni violenza, di ogni guerra che nega la dignità umana. La Liberazione ci parla ancora: ci chiede da che parte stiamo.

Il Primo Maggio ci riporta alla concretezza della vita: al lavoro che dà dignità, che costruisce comunità, che rende possibile la pace. Non c’è giustizia senza lavoro, non c’è pace senza equità. Dove il lavoro è sfruttato, negato o umiliato, cresce il seme del conflitto.

Per questo oggi diciamo con forza: siamo contro ogni guerra, sempre. Non esistono guerre giuste per chi le subisce, per chi perde la casa, la terra, gli affetti. Si svuotino gli arsenali, si riempiano i granai. Si investa nella vita, non nella distruzione.

Se vuoi la pace, prepara la pace. Prepararla significa educare, includere, ascoltare. Significa costruire ponti, garantire diritti, proteggere il lavoro, difendere la libertà. Significa non voltarsi dall’altra parte.

Il 25 aprile e il Primo Maggio non sono solo date: sono un impegno, oggi, più che mai. 

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