La Polizia Penitenziaria piange Federica D’Amore: addio al Commissario Capo del carcere di Gorizia

La Polizia Penitenziaria piange Federica D’Amore: addio al Commissario Capo del carcere di Gorizia

IL LUTTO

La Polizia Penitenziaria piange Federica D’Amore: addio al Commissario Capo del carcere di Gorizia

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 28 Mar 2026
Copertina per La Polizia Penitenziaria piange Federica D’Amore: addio al Commissario Capo del carcere di Gorizia

Aveva 49 anni. Subito dopo aver assunto il suo incarico si è ammalata gravemente. Il cordoglio dei sindacati SIPPE e SINAPPE.

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La Segreteria Generale del SIPPE ha comunicato stamane, sabato 28 marzo, la scomparsa, avvenuta ieri notte, della Dottoressa Federica D’Amore, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria, Comandante designata della Casa Circondariale di Gorizia e già dirigente sindacale del SIPPE e del SINAPPE per il Triveneto.

Originaria di Trieste, laureata in giurisprudenza ed esperta nell’ambito carcerario, aveva 49 anni e a settembre ne avrebbe compiuti 50. Nel corso della sua carriera si è distinta per le elevate qualità professionali, il forte senso delle istituzioni e le straordinarie doti umane. Sempre disponibile all’ascolto e al sostegno dei colleghi, ha rappresentato un punto di riferimento sia nell’Amministrazione Penitenziaria sia nell’attività sindacale. La Dottoressa D’Amore aveva iniziato a prestare servizio a Gorizia come Commissario Capo dalla fine del 2025, affiancando per diversi mesi il comandante in carica, in vista dell’assunzione del ruolo di Comandante della Casa Circondariale goriziana. Tuttavia, poco dopo aver ricoperto l’incarico, aveva scoperto di essere affetta da un male incurabile che l’ha portata alla sua scomparsa, lasciando attualmente vacante la sede.

Con determinazione e passione aveva raggiunto il traguardo di dirigere in un istituto penitenziario, realizzando il suo più grande obiettivo professionale. In precedenza aveva portato avanti con dedizione il proprio impegno nel SIPPE e nel SINAPPE, contribuendo attivamente alla tutela dei diritti del personale di Polizia Penitenziaria e alla crescita dell’organizzazione sindacale. Era inoltre impegnata nella Commissione nazionale per le pari opportunità, distinguendosi per l’attenzione ai diritti, in particolare delle donne del Corpo. «Era una donna profondamente impegnata, sempre in prima linea per i diritti del personale e delle donne della Polizia Penitenziaria. Una figura amata, soprattutto a Trieste ma anche a Gorizia», così la ricorda con affetto il dottor Alessandro De Pasquale, Presidente SIPPE e Segretario Nazionale SINAPPE.  

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