Il Judrio diventa aula a cielo aperto: studenti del D’Annunzio alla scoperta della storia locale

Il Judrio diventa aula a cielo aperto: studenti del D’Annunzio alla scoperta della storia locale

LA VISITA

Il Judrio diventa aula a cielo aperto: studenti del D’Annunzio alla scoperta della storia locale

Di REDAZIONE • Pubblicato il 02 Apr 2026
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Uscita didattica di 9 chilometri lungo il torrente per quattro classi dell’indirizzo turistico. Esperti e volontari dell’Associazione Judrio hanno guidato i ragazzi tra gestione delle piene, memoria storica e valorizzazione del territorio.

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Non una semplice gita scolastica, ma un’immersione concreta nel territorio, tra ambiente, sicurezza e storia. È quanto vissuto nella giornata di oggi, 31 marzo, da quattro classi (prime, seconde e terze) dell’indirizzo turistico dell’Istituto “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia, protagoniste di un’uscita didattica lungo le sponde del fiume Judrio.

Un percorso di circa 9 chilometri, organizzato dall’Associazione Judrio, che ha trasformato il corso d’acqua in un vero laboratorio a cielo aperto. Accompagnati da cinque docenti, gli studenti hanno potuto confrontarsi direttamente con esperti del settore, approfondendo tematiche centrali per la gestione e la valorizzazione del territorio.

Sul fronte naturalistico, il gruppo è stato guidato da Elisa De Belli, forestale e membro del direttivo dell’associazione, mentre Maurizio Paselli, già sindaco di Cormons e figura di riferimento per il Servizio Difesa del Suolo della Regione, oggi in quiescenza, ha offerto un’analisi approfondita sulla gestione moderna dei corsi d’acqua.

Diversi i temi affrontati: dal monitoraggio dei livelli idrometrici alla previsione degli eventi estremi, fino al superamento del tradizionale approccio basato esclusivamente su argini e opere rigide. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle aree di espansione, fondamentali per consentire al fiume di esondare in sicurezza e ridurre il rischio per i centri abitati.

Accanto agli aspetti tecnici, la giornata ha offerto anche un viaggio nella storia locale. Grazie al contributo della segretaria dell’associazione, Marialuisa Cucut, gli studenti hanno ripercorso il passato del territorio, soffermandosi sul ruolo dei mulini come motori economici dei secoli scorsi e sulle vicende del borgo di Giassico.

Il percorso si è intrecciato con le figure storiche locali, come Francesco di Manzano, e con il patrimonio artistico e religioso, attraverso la visita alla chiesa di Santo Stefano e a quella di San Quirino. Testimonianze che raccontano l’identità di un territorio di confine, segnato e allo stesso tempo unito dal corso del Judrio.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al lavoro di squadra dei volontari dell’Associazione Judrio: Marialuisa Cucut, Enzo Cristancig, Ivana Grione, Paolo Visintin, Martina Butussi, Chiara Feruglio, Gianni Sondano, Maurizio Paselli ed Elisa De Belli. Un’esperienza che lascia un messaggio chiaro agli studenti: il territorio non è soltanto uno sfondo da visitare, ma un sistema complesso, fatto di equilibri naturali e memoria storica, da conoscere a fondo per poterlo raccontare e valorizzare in futuro.

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