le regole
Ingresso in Italia, deroghe ai tamponi confermate per i transfrontalieri
Non cambia nulla per chi vive vicino alla Slovenia, le regole da rispettare.
La nuova ordinanza del ministero della salute impone di presentare gli esiti del tampone all’ingresso in Italia, anche per chi è vaccinato. Una misura che ha fatto provocato la perplessità dell’Unione europea, ma che il governo Draghi ha difeso per far fronte alla nuova ondata della variante Omicron. La misura, che richiede il tampone molecolare negativo effettuato entro le 48 ore o antigenico rapido entro le 24 ore, non si applicherà però ai lavoratori transfrontalieri.
Stessa cosa per chi vive entro 60 chilometri dal confine. Così come stabilito già a suo tempo dal ministro Roberto Speranza, chi vive nella zona di frontiera non sarà obbligato a presentare il test ulteriore. Rimane l’obbligo, per chi entra in Slovenia, di essere in possesso del green pass. Per chi entra in Italia per motivi turistici da aree più lontane, invece, bisognerà mostrare anche green pass da vaccinazione o guarigione (quindi il “super”) e il passenger locator form.
Chi non ha un green pass valido da vaccinazione o guarigione, oltre al tampone, ha l’obbligo di sottoporsi ad isolamento fiduciario di 5 giorni. La nuova ordinanza è relativa ai Paesi inclusi nella lista C, tra cui la Slovenia. In via sperimentale, e con precisi protocolli di sicurezza, sono stati istituiti corridoi turistici Covid-free verso Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto, ma limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam.
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