ALLE STALLE ROSSE
Il Ramadan a Staranzano avvicina cattolici e musulmani: quella «comprensione reciproca» via vincente tra le Fedi
I fedeli islamici accolti dal vicario parrocchiale don Milocco e dal decano monsignor Sudoso hanno pregato in più turni. Non è stato registrato alcun disagio.
Primo venerdì di Ramadan oggi, 20 febbraio, per le comunità musulmane del Monfalconese che hanno potuto pregare la ṣalāt collettiva in più momenti nei locali delle Stalle Rosse della Parrocchia di San Pietro e Paolo a Staranzano. Nell’oratorio che ospiterà i raduni anche nei prossimi venerdì del Mese Sacro possono essere accolte al massimo 200 persone. Molti fedeli islamici si sono recati sul posto a piedi o in bicicletta. Non sono stati rilevati né disagi alla circolazione stradale, né situazioni di alterazione della sicurezza urbana.
Rispettato anche il carico urbanistico della struttura come richiesto dalla comunità cristiana ospitante. «Ringraziamo i fratelli cattolici per averci offerto questa soluzione temporanea – sono le parole di Rejaul Haq Raju – i parroci ci hanno messo a disposizione le loro strutture e questo è un segno importante. Il dialogo e la collaborazione con la Chiesa Cattolica per noi sono fondamentali». La prima preghiera si è svolta alle 12.30 guidata dall’Imam Belal Hossein, una seconda poco prima delle 13.30 officiata di Haq il quale ha auspicato che le comunità possano in futuro poter riunirsi a Monfalcone. «Spero che con l’Ente si possa individuare una sede idonea» ancora il responsabile del centro Baitus Salat.
Ad accogliere i fedeli islamici è stato il vicario parrocchiale di Staranzano e direttore della Fondazione Migrantes diocesana, don Valter Milocco. Assieme a lui c’era anche il decano monsignor Ignazio Sudoso, parroco di Ronchi a dimostrazione del fatto che il dialogo tra le religioni è in atto di tempo e continua. Ancora una volta, la Chiesa Locale dà testimonianza che le questioni religiose non si affrontano con la chiusura. «Operiamo per la collaborazione e per trovare delle soluzioni comuni – spiega Milocco – abbiamo riconosciuto una situazione di disagio e ravvisato la necessità di poter dare il nostro contributo per convivere insieme. Non neghiamo il disagio di molti cattolici ma riteniamo che l’unica risposta sia obbedire al Vangelo ed aiutare i credenti a superare le paure per migliorare la situazione e ad arrivare alla comprensione reciproca».
La Chiesa tende quindi la mano ad un numero consistente di persone sottolineando di aver sempre mantenuto vivi i rapporti. Anche a Staranzano c’è chi è a favore e chi è contro. I sacerdoti presenti stamane hanno testimoniato che sentirsi accomunati è possibile attraverso aiuto e rispetto. Nel rivolgere ai presenti un appello per «costruire un’Italia più pacifica», Alì Poesal ha ricordato: «Tutti noi siamo fratelli, discendiamo da Adamo ed Eva, abbiamo due genitori unici».
«Ringraziamo la Chiesa che ci ha dato questa opportunità così come anche l’amministrazione comunale e lo Stato Italiano che è sempre stato molto tollerante verso tutti noi – continua Poesal - per questo diciamo che noi viviamo in questo Paese avendo rispetto delle regole del nostro Stato. Cercando di essere tolleranti verso le altre fedi in questo mese sacro di Ramadan che ci ricorda che dobbiamo purificarci spiritualmente per poter praticare la nostra vita in tutti gli altri undici mesi». Prima dell’inizio della ṣalāt guidata dall’Imam Belal, Poesal ha pure evidenziato la necessità di insegnare la lingua italiana a uomini e donne, mandare i bambini a scuola. «Nel Paese dove ci troviamo dobbiamo conoscere la lingua, non farlo è spiacevole. Questo è un raduno per conoscere la comunità e il Paese ospitante» conclude.
Foto di Ivan Bianchi
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