IL REPORT
A Gorizia valori sotto le soglie 2030 ma «necessarie azioni locali»: Legambiente svela i dati sulla qualità dell’aria nel 2025
Lontani da concentrazioni critiche il biossido d’azoto e il Pm10, il Pm2.5 supera invece il nuovo limite. «Preoccupanti» i risultati dei monitoraggi oltreconfine sulle polveri ultrasottili.
Legambiente ha reso noti i risultati della sua relazione annuale a livello nazionale sull’inquinamento atmosferico, condotta su 104 città italiane capoluogo di provincia attraverso i dati forniti dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (Arpa).
Il rapporto “Mal’aria 2026” sull’anno appena trascorso mostra, a livello generale, una situazione in miglioramento sui dati dello smog, ma in circa metà dei capoluoghi presi in esame si sono sforati comunque i limiti massimi giornalieri di Pm10. Più di metà i Comuni “non a norma” anche alla luce dei limiti più stringenti per i valori di polveri sottili Pm10 e Pm2.5 e per il biossido d’azoto che entreranno in vigore nel 2030. Dal report emerge inoltre che i livelli delle polveri sottili sono sempre più elevati nei centri medi e piccoli, spesso senza che la popolazione ne sia consapevole. Una tendenza da cui la città di Gorizia, come mostrano i dati raccolti, sembra fortunatamente meno colpita.
Le rilevazioni registrate da Arpa e citate nel rapporto di Legambiente provengono da un’unica centralina situata in una zona centrale della città, a diversi metri di distanza dal moderato traffico stradale. Pur consapevole che «sarebbe utile aggiornare il sistema di monitoraggio dell’aria» per meglio coprire il territorio e captare più agenti inquinanti, la sezione goriziana dell’associazione evidenzia i fattori di positività – ma anche i margini di auspicato miglioramento – che emergono dai dati raccolti in città.
Nel 2025, la concentrazione media di biossido d’azoto a Gorizia in termini di microgrammi per metro cubo è stata di 16,0: andamento «in miglioramento» e che a partire dal 2022 risulta al di sotto del limite previsto dalla nuova Direttiva sulla qualità dell’aria che entrerà in vigore a partire dal 2030; Legambiente precisa però che «il valore obiettivo posto a tutela della salute umana dall’O.M.S. è pari a 10 µg/m3».
Stesso discorso per le polveri sottili Pm10: il livello medio annuo è stato di 15 µg/m3, dato al di sotto della nuova soglia di 20 microgrammi al metro cubo prevista al 2030. Meno bene la concentrazione di Pm 2,5: il suo valore di 11 µg/m3 supera, sebbene non di troppo, il nuovo valore soglia per il 2030 fissato a 10, mentre si situa non di poco al di sotto del limite attualmente in vigore (25 µg/m3). «Ma serviranno ancora molti anni prima di raggiungere i valori obiettivo per la tutela della salute umana stabiliti dall’Oms in 5 µg/m3» puntualizza Legambiente Gorizia: «È quindi evidente che la municipalità deve intervenire con adeguate azioni locali sul traffico veicolare, sugli edifici e non ultimo sul riscaldamento domestico per abbassare il più possibile i livelli attuali - considerato che il PM2.5 è tra gli inquinanti più dannosi per la salute umana data la sua capacità di penetrare in profondità nei polmoni».
Il focus del circolo goriziano non si ferma però al territorio italiano, prendendo in considerazione anche la situazione a Nova Gorica. Sono stati ben tre i progetti di monitoraggio della qualità dell’aria portati avanti nel 2025 nel territorio goriziano sloveno: i risultati sono stati esposti nel convegno “Kakovost zraka na Goriškem”, organizzato dal Comune di Nova Gorica e svoltosi l’11 febbraio all’XCenter.
Dall’analisi condotta in territorio sloveno emerge il forte impatto delle emissioni degli stabilimenti industriali. Particolarmente colpiti dall’inquinamento atmosferico sono il quartiere di Montesanto e la località di Salcano dov’è presente la Fonderia Livarna. «Preoccupanti» sono anche i dati emersi dal convegno relativi alla presenza di polveri ultrasottili (PM1), contenenti sostanze altamente pericolose dall’arsenico al cadmio, dal piombo al cromo fino al manganese.
Tuttavia, osserva il circolo ambientalista di Gorizia, «è difficile poter comparare i dati emersi dal convegno con quelli di Mal’Aria vista la carenza di sistemi di monitoraggio che possano dare valori significativi per tutto il territorio comunale di Gorizia». Legambiente Fvg si sta dunque impegnando nella realizzazione di uno specifico Rapporto Ecosistema Urbano Transfrontaliero che tenga conto della qualità dell’aria dell’intera conurbazione territoriale Gorizia-Nova Gorica, così da rappresentare «un passo ulteriore verso una concreta ed efficace condivisione della conoscenza per avviare progetti comuni di miglioramento della qualità della vita dei cittadini che vivono e lavorano nell’ambito del sistema urbano transfrontaliero».
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