l'apertura
Gorizia, 'Fisio 360' apre nell’ex spazio Komauli, Cribari: «Unione di forze»
Dopo aver riadattato il centro in via Cascino, la società si trasferisce nel rinnovato spazio di via don Bosco 169 con 300 metri quadri fra palestra, studi e spogliatoi.
Visori per la realtà aumentata, pedane propriocettive, fitball e macchinari isoinerziali. Quello che un tempo era il supermercato dei Komauli oggi si è trasformato nel centro “Fisio 360” trasferitosi da via Cascino. Parliamo di circa 300 metri quadri distribuiti fra studi, spogliatoi e palestra superaccessoriata, data in affitto alla squadra di sanitari che si è accollata gran parte delle spese di ristrutturazione realizzando un gioiello nell’ambito della terapia riabilitativa. «Sono socia di Fisio 360 – racconta Giulia Citroni - un progetto che nasce nel 2021 nella nostra prima sede di via Cascino inizialmente impostato solo su ambito riabilitativo. Dopo aver compreso come i pazienti avessero necessità di trattamenti a 360 gradi abbiamo individuato altre figure da affiancarci nella presa in carico dei pazienti, introducendo nel nostro team un nutrizionista, una psicologa, un medico ortopedico e un medico neurologo». In considerazione dell’ottimo riscontro e degli spazi ormai esigui, la decisione di trasferirsi in via Don Bosco 169 è stata inevitabile: «La famiglia Komauli ha preso parte al nostro progetto. Mentre in via Cascino abbiamo rivalorizzato un ambiente vandalizzato, acquistandolo direttamente dai proprietari per rimetterlo a nuovo, in questo caso abbiamo trasformato quello che era un fulcro di riferimento per la spesa».
«Qui dentro ci ho fatto 59 anni e due mesi», ricorda Ivan Vidmar, che ha gestito il negozio come macellaio insieme al cognato e alla famiglia. Ben 98 anni di vita per quel piccolo supermercato fondato nel lontano 1924, che ancora oggi conserva il sito “spesakomauli” fermo al periodo della pandemia da Covid-19. «La moglie non stava bene, e abbiamo deciso di chiudere. Carne come la nostra non si trova più da nessuna parte. Eravamo impiegati in quattro di famiglia e dodici di personale». Ancora due anni e avrebbe compiuto il secolo, ma il treno, si sa, bisogna prenderlo quando passa. E per i Komauli è passato grazie a Fisio 360. «La nostra età media si aggira sui 35 anni – prosegue Citroni – ma oltre alla laurea siamo determinati a incrementare le competenze con l’obiettivo di fornire ai pazienti i trattamenti migliori. Per noi al primo posto c’è la qualità del servizio piuttosto che la velocità o il ritorno economico. Questo ci differenzia dalle altre realtà di Gorizia, e i nostri pazienti lo apprezzano». Fra la folla accorsa numerosa all’inaugurazione lo stesso consigliere regionale Enrico Bullian: «Un’iniziativa imprenditoriale di giovani soci – rimarca - per un’attività che potrà avere riscontri importanti su tutto il territorio». Che al momento offre unicamente trattamenti in regime privato. «Per accedervi non è necessaria la prescrizione del medico – precisa Citroni - e il paziente può recarsi spontaneamente allo sportello sostenendo la spesa per intero. Ma può portarla in detrazione con la dichiarazione dei redditi al 19% come le altre spese sanitarie, farmaci, acquisto di occhiali e così via».
Un centro attrezzato al passo con le tecnologie, dotato di pedane di forza oltre che visori: «Le pedane servono per analizzare le capacità di salto e corsa – spiega - nei pazienti sportivi o in quanti intendono tornare a effettuare attività fisica, così come negli anziani per prevenire cadute. Poi, siamo orgogliosi della realtà virtuale impiegata con visore VR atto a simulare situazioni di movimento, in maniera che il paziente non si concentri sul proprio dolore ma sul target, compito da eseguire nell’ambiente virtuale. È scientificamente provato come quest’approccio sia in grado di ridurre fenomeni di dolore, in primis cronico. In regione siamo gli unici a esserne dotati, perché chi ci ha fornito il software ha sottolineato che non ci sono altre licenze in zona, e di questo ne siamo particolarmente orgogliosi». In via di potenziamento anche la rieducazione del pavimento pelvico: «Se ne occupa una nostra terapista, intendiamo proporre un percorso in associazione con psicologa e nutrizionista per seguire le gestanti dal primo giorno all’ultimo, oltre che nel periodo perimenopausale o di menopausa. Mantenendo un buon livello di attività fisica fino a conclusione della gravidanza o nel recupero, dopo il parto, evento importante per una donna».
Grande entusiasmo viene manifestato anche dal fisioterapista Marco Della Gaspera: «Mi sono formato nel percorso ambientale del “D’Annunzio” di Gorizia, per vocazione ho sempre desiderato mettermi in gioco e dare una mano – ammette – in primis nell’ambito della riabilitazione. Studiando biologia mi sono interessato alle neuroscienze per laurearmi come fisioterapista a Trieste. Così abbiamo creato questo network di colleghi avviando il percorso di Fisio 360. Che è nato in via Cascino e oggi si trasferisce qui, con uno step evolutivo volto a una multidisciplinarietà completa e nuove progettualità, eventualmente con percorsi di biofeedback e sonde intracavitarie. Nonostante al momento il nostro orizzonte sia volto al privato, restiamo interessati a una possibile convenzione per i servizi sul territorio, in particolare quelli domiciliari e dello sviluppo tecnologico. Compreso la teleriabilitazione, che vorremmo implementare nei prossimi anni puntando a rafforzare il legame con la regione, in eventuale collaborazione con l’Azienda sanitaria». Impiegata per oltre trent’anni in ospedale e oggi rifugiatasi nel privato è invece la direttrice sanitaria Loredana Cribari: «Lavoro privatamente già da quattro anni – chiarisce – mentre prima ero in neurologia dividendomi fra ospedale di Gorizia e Monfalcone. Come tanti altri colleghi ho preferito andarmene, non riuscivamo a rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei pazienti.
Diversamente, il privato mi consente di gestire al meglio appuntamenti, modalità d’interazione con le persone e tempi di visita. Alcuni dei fisioterapisti con cui collaboro li avevo già incontrati: da anni mi proponevano di spostare il mio studio nel loro, ma la collocazione non era idonea. Finché si è prospettata l’idea di ampliarsi e unire le forze, abbinando alla fisioterapia una serie di specialisti la cui attività è in prevalenza supportata dalla riabilitazione. Una novità, per Gorizia, in quanto le altre strutture sanitarie mancano di quest’impronta, ed è la nostra scommessa. Essendo tutti professionisti rodati, in via Cascino il riscontro è stato ottimo: con noi abbiamo anche l’ortopedica Valentina Cimarosti, lei stessa dimessasi dall’ospedale. Siamo professionisti con un grande bagaglio di esperienza, in grado di offrire un privato di qualità. Personalmente mi occupo in prevalenza di malattie neurodegenerative, ma anche cerebrovascolari o di cefalea, e in ambito privato alcune patologie vengono trattate meglio rispetto al pubblico, per me è molto gratificante. Certo, in caso di acuzie la scelta ricade sull’ospedale, così per coloro che necessitano di un piano terapeutico. Ma per lungo tempo ho diretto l’ambulatorio di disturbi cognitivi: eravamo arrivati ad avere 600 pazienti tra Gorizia e Monfalcone – conclude - ho dovuto lasciare».
(Foto, Rossana D'Ambrosio)
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