IL PUNTO
Gorizia, le associazioni ambientaliste, «bene si proceda col Paesc, servono azioni comuni e programmazione urbanistica»

Il commento dei diciassette sodalizi assieme al Gruppo Ambiente che hanno richiesto il Piano Ambiente è positivo. «Migliorare le ciclabili e ridurre la velocità».
I dati sono stati presentati il 24 marzo 2025: sono il risultato dell’indagine portata avanti dall’Agenzia per l’Energia del Friuli Venezia Giulia, un servizio indispensabile per il Comune di Gorizia per poter approvare il Paesc, il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima. Un percorso lungo iniziato ancora a novembre 2022 quando il sindaco, Rodolfo Ziberna, fa proprie le richieste del Comitato Ambiente di Gorizia unitamente a 17 associazioni. Le stesse avevano presentato proprio a ottobre 2022 tramite il gruppo consiliare Noi, Mi, Noaltris GO una mozione per l’approvazione del Paesc. Dopo il conferimento all’Ape Fvg, il 3 ottobre 2023, della reazione della documentazione necessaria ecco, il 24 marzo, la presentazione dell’Inventario di base delle emissioni e del documento di sintesi e dei templates previsti dal Nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia.
Documenti, dunque, necessari non solo per il Paesc ma anche per fotografare la situazione e permettere di individuare azioni efficaci da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 e di mitigazione climatica.
Soddisfatto il Comitato Ambiente di Gorizia e le 17 associazioni promotrici: «Riteniamo – così i promotori – che questo passo costituisca una svolta importante per agire concretamente, nonostante il fatto che l’impegno sulle tematiche ambientali sembrano non costituisca più una priorità a livello europeo, messo in ombra da guerre, dai mutati scenari ed equilibri geopolitici e dalle politiche protezionistiche che scuotono i mercati». «Lo scenario locale è il migliore per poter intervenire a 360 gradi – così Antonella Padovan del Comitato Ambiente – e seppur Gorizia sia piccola è indispensabile che le comunità locali agiscano e lo facciano convintamente».
È il comitato a ribadire come «ogni azione locale, come la riduzione dei consumi energetici, la gestione dei rifiuti o l’adozione di energie rinnovabili, contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra». Le proposte lanciate sono varie, con la necessità di coinvolgere «attivamente le comunità nella protezione dell’ambiente». «Questa è la prova – così Anna Maria Tomasich, presidente di Legambiente Gorizia – che quando le persone, le associazioni e i comitati agiscono con determinazione e impegno possono contribuire a determinare politiche virtuose e autentica partecipazione all’azione amministrativa».
È «la mobilitazione di cittadini e associazioni che è fondamentale – ha ricordato Anna Cecchini – e bisogna mettere in campo la riduzione della velocità come avvenuto a Savogna d’Isonzo e Nova Gorica che, come risultato, hanno visto una buona riduzione di emissioni». Se Tomasich ha ribadito la necessità di ridurre «il consumo di suolo», il giornalista Marko Marincic ha evidenziato l’importanza «di una mobilità sostenibile curata e aiutata con una serie di interventi urbanistici. In Corso Italia, ad esempio, il fatto di aver messo pedoni e biciclette assieme ha portato a una riduzione da 1500 a 700 passaggi di bici giornaliere, contate dalla Polizia Locale. Il che significa auto in più che corrono e inquinano». Marincic si è soffermato anche sulla questione parcheggi che «attirano veicoli nelle zone del centro». La soluzione, per tutti, è un’azione mirata anche a livello educativo per sensibilizzare la popolazione all’uso di biciclette e al muoversi a piedi. «Capiamo il disagio per la mancanza di corse del trasporto pubblico che è un altro tema. Il futuro Piano è un grande lavoro anche degli uffici pubblici ma il primo passo in un percorso lungo», concludono.
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