Go Inclusion, ecco il progetto da 400mila euro su Gradisca d'Isonzo per inclusione e mediazione culturale

Go Inclusion, ecco il progetto da 400mila euro su Gradisca d'Isonzo per inclusione e mediazione culturale

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Go Inclusion, ecco il progetto da 400mila euro su Gradisca d'Isonzo per inclusione e mediazione culturale

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 05 Mar 2026
Copertina per Go Inclusion, ecco il progetto da 400mila euro su Gradisca d'Isonzo per inclusione e mediazione culturale

Sei figure professionali saranno inserite tra Comune, Prefettura e Questura e si investirà in uno sportello in via Udine.

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Si chiama “Go Inclusion – Governance e opportunità per migranti vulnerabili” il progetto presentato questa mattina in Prefettura a Gorizia, realizzato in collaborazione con il Comune di Gradisca d’Isonzo e la cooperativa sociale Pianeti Diversi. L’iniziativa, finanziata nell’ambito del Fondo europeo Asilo, migrazione e integrazione 2021-2027, prevede un investimento complessivo di circa 400mila euro e avrà una durata di 18 mesi.

L’obiettivo principale è rafforzare i servizi del territorio e migliorare l’integrazione dei cittadini stranieri, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità. Per farlo sarà attivato uno sportello territoriale di orientamento nel Comune di Gradisca d’Isonzo, in via Udine, pensato come punto di riferimento per accompagnare le persone nell’accesso ai servizi e nelle pratiche amministrative.

Il progetto vede come capofila la Prefettura di Gorizia, che avrà il compito di coordinare la rete territoriale, presiedere il tavolo interistituzionale e gestire gli aspetti amministrativi e di monitoraggio del finanziamento europeo. Accanto alla Prefettura operano il Comune di Gradisca d’Isonzo, che metterà a disposizione gli spazi e potenzierà i servizi sociali, e la cooperativa sociale Pianeti Diversi, responsabile del coordinamento tecnico-operativo e della formazione degli operatori.

«Il progetto prevede l’utilizzo di fondi europei per favorire iniziative per aiutare l’accesso ai servizi, in particolare sanitari, agli immigrati regolari presenti sul territorio. Il tutto per migliorare l’accoglienza di chi si trova nei nostri territori, in particolare nel comune di Gradisca d’Isonzo, mirato a rafforzare la rete territoriale di partenariato e governance tra istituzioni e organismi del privato sociale», racconta il prefetto, Ester Fedullo.

L’idea progettuale proposta dalla Prefettura di Gorizia «è risultato primo a livello nazionale. Il nostro obiettivo è far sì che questa positiva esperienza possa tradursi anche in altre iniziative in futuro che riguardino altri territori della nostra provincia», conclude Fedullo.

«Gradisca ha presente sul suo territorio delle strutture governative e il Comune conosce bene la situazione derivante dalla presenza dei migranti e dall’accoglienza», rileva dal canto suo il sindaco, Alessandro Pagotto. «È fondamentale lavorare in squadra per affrontare al meglio tutta la situazione. I servizi di accoglienza erano garantiti un tempo all’interno delle strutture e dal 2017 sono state ridotte. Per noi è un’ottima iniziativa l’andare a inserire nuovamente queste funzioni».

Per Pagotto, però, «il sistema di accoglienza dei migranti deve cambiare e non deve essere un peso per la comunità. Per andare in questo senso bisogna lavorare e coinvolgere le persone. Lo si fa facendole diventare parte attiva della comunità: far sentire il migrante parte del nostro territorio, che diventa rispetto per noi e per loro stessi, aiuta anche la comunità stessa che vedendoli attivi in funzioni importanti li accetta. Sono fenomeni che noi dobbiamo gestire e non subire».

Attorno al progetto ruota una rete più ampia che coinvolge diversi attori del territorio: servizi sociali, aziende sanitarie, enti del terzo settore, centri per l’istruzione degli adulti, centri per l’impiego e strutture di accoglienza. L’obiettivo è costruire un sistema stabile di collaborazione tra istituzioni e servizi per affrontare in modo più efficace i percorsi di integrazione. Il progetto prevede non solo del personale in servizio a Comune di Gradisca d’Isonzo e agli uffici di Prefettura e Questura, ma anche attività di mediazione culturale e linguistica. In tutto, in un anno e mezzo, è prevista la collaborazione di sei persone.

A illustrare il progetto Laura Rusconi, dell’Ufficio Immigrazione, e Simone Caner, Presidente della Cooperativa Pianeti Diversi. Sono 19mila gli immigrati regolari attualmente presenti nel territorio provinciale, «un numero comunque in crescita», ribadiscono. «Fondamentale – secondo Caner -

Tra le azioni previste c’è anche l’attivazione di un servizio di mediazione linguistico-culturale a chiamata, a disposizione dei servizi territoriali, e un percorso formativo di circa cento ore rivolto agli operatori pubblici e del privato sociale. I corsi affronteranno temi come la gestione dei casi complessi, l’approccio interculturale nei servizi sanitari e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni.

Il progetto punta inoltre a sperimentare un modello di presa in carico integrata per le persone più fragili. Per questo sarà attivata un’équipe multiprofessionale che opererà nello sportello di Gradisca, composta da mediatore culturale, assistente sociale e psicologo, con il compito di accompagnare i migranti nel rapporto con i servizi e nella costruzione di percorsi di inclusione.

Tra i risultati attesi ci sono la creazione di una rete di governance più stabile tra le istituzioni del territorio, una maggiore preparazione degli operatori e servizi più accessibili per i cittadini stranieri. Il progetto prevede inoltre di accompagnare almeno 40 persone vulnerabili in percorsi di integrazione, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile anche in futuro.  

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