L'incidente mortale
Fincantieri, volo di 20 metri per l'operaio 28enne della ditta 'In Quota'. Lavoratori in sciopero
Si tratta del 27enne Tommaso Andreuzza. Esodo dei dipendenti dallo stabilimento, tutte le attività sospese per 8 ore. I vertici sindacali riuniti con la direzione. I primi commenti della politica.
Incidente mortale stamane, mercoledì 25 febbraio, attorno alle 9.20 allo stabilimento navale Fincantieri di Monfalcone. Ad essere coinvolto Tommaso Andreuzza, operaio triestino classe '98, dipendente e capocantiere della ditta "In Quota", che stava svolgendo delle operazioni di manutenzione sul tetto di uno dei capannoni di recente fattura per il sito produttivo.
Perdendo l'equilibrio, l'uomo è rovinato a terra cadendo da un'altezza di 20 metri. Da una prima ricostruzione, pare che l'operaio disponesse di tutti i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa.
Sul posto sono accorsi Vigili del Fuoco, le autorità giudiziarie competenti e l'elisoccorso atterrato sul vicino stadio Boito. I sindacati sono al momento riuniti in assemblea urgente con la direzione del cantiere, mentre tutti i lavoratori stanno risponendo allo sciopero immediato di 8 ore proclamato dalle Rsu di FIM, FIOM e UILM assieme ad altre sigle sindacali a partire dalle 10 di questa mattina.
I primi rappresentanti del mondo sindacale a riferire sono Andrea Holjar della Uilm di Trieste e Gorizia e Moreno Luxich di Cgil: «Saranno richieste alle ditte esterne maggiori attenzioni sul trattamento dei suoi dipendenti, ma anche a Fincantieri - vista la disponibilità di risorse da investire per potenziare la sicurezza del cantiere. Tema dell’appalto». Holjar chiede a Fincantieri «più controlli», ma anche maggiore approfondimento del tema sicurezza sul lavoro poiché «è da potenziare una cultura a riguardo».
Giungono già i primi commenti della politica locale. Il consigliere regionale Diego Moretti rimarca che «oggi ci troviamo nuovamente a piangere l'ennesima tragedia sul lavoro. Una giovane vita spezzata che purtroppo porta avanti lo stillicidio di morti bianche». «Anche dopo questo infortunio mortale si fa sempre più urgente un confronto e una riflessione con Fincantieri sul sistema organizzativo relativo ad appalti e subappalti - così Moretti - l'esigenza di rafforzare il tavolo permanente sulla sicurezza verso le ditte esterne che già esiste, affinché incidenti del genere non si ripetano».
«È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire sul lavoro - sono invece le parole dell'eurodeputata Anna Maria Cisint - la prevenzione concreta e l’applicazione rigorosa delle sanzioni devono rappresentare una priorità e un dovere per le aziende e Istituzioni, oltre che un diritto inviolabile per i lavoratori». Il sindaco Luca Fasan rivolge innanzitutto, a nome di tutta l'amministrazione, «le condoglianze alla famiglia e un abbraccio ideale per quanto accaduto». Ricorda Fasan che casi del genere non sono nuovi alla città: «Bisogna dare un messaggio forte sul rispetto delle regole e della sicurezza sul lavoro e quello di oggi è un monito per evitare che situazioni drammatiche e tragiche come si ripetano». Sollecitato dalla nostra redazione per una ulteriore riflessione, il primo cittadino si è detto infine aperto a ragionare sul tema in un ulteriore tavolo di confronto tra Ente, Azienda e sindacati.
Ad esprimere un messaggio di cordoglio è anche la senatrice Francesca Tubetti: «È terribile perdere la vita sul luogo di lavoro, per giunta in un'età ancora giovane e con il futuro davanti». Per la deputata Debora Serracchiani «la sicurezza è insufficiente». «L'Azienda deve garantire adeguate e più efficaci misure di sicurezza ai propri dipendenti e, specificatamente, ai lavori delle ditte in appalto» conclude l'esponente dem. Un appello affinché «la sicurezza e la responsabilità tornino al centro del confronto» giunge anche dal consigliere regionale Enrico Bullian, mentre Antonio Calligaris sottolinea che «la sicurezza non può mai essere considerata un costo, ma deve essere percepita come un investimento imprescindibile sulla dignità e sulla vita delle persone».
Interviene infine anche Roberto Criscitiello, segretario regionale di Rifondazione Comunista: «L'emergenza di Monfalcone e di tutto il Friuli Venezia Giulia è una seria politica sul lavoro e sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro. Prima la sicurezza, questa deve essere la priorità, prima del PIL, prima della competitività, prima dei tempi di consegna, prima di tutto».
«È con dolore che si apprende della morte di un giovane sul posto di lavoro. Un altro decesso nel giro di pochi giorni e non si vorrebbero ascoltare notizie come queste. Il lavoro che è fonte di vita diventa occasione di morte. La comunità dei credenti si fa prossima alle famiglie, agli amici, ai colleghi e alla Fincantieri colpita anch'essa da questo lutto» queste invece sono state le parole di Monsignor Ignazio Sudoso, attuale direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro Arcidiocesi di Gorizia e Cappellano di Fincantieri.
Ha collaborato Salvatore Ferrara
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