IL RACCONTO
Encomio solenne scambiato per croce celtica, polemica nasce e muore sul giornalista Andrea Romoli. Ora valuta azioni legali
L’accusa delle opposizioni in Vigilanza Rai durante il Tg2 delle 20.30, poi la smentita della redazione. «È un encomio solenne ricevuto per il servizio durante il Covid».
Alcuni post, tra blog e social, senza un verifica e il caso è pronto. È quanto successo ieri, 6 marzo, a livello nazionale sulla spilla indossata in diretta televisiva dal giornalista del Tg2 Andrea Romoli, figlio dell’ex sindaco di Gorizia Ettore Romoli. La polemica è scoppiata dopo una nota congiunta
dei capigruppo delle opposizioni in Commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (Italia Viva) e Peppe De Cristofaro (Avs). Nel documento i parlamentari sostenevano che il giornalista, durante l’edizione delle 20.30 del Tg2, indossasse sul
bavero della giacca una croce celtica, simbolo associato all’estrema destra, chiedendo ai vertici della Rai di chiarire la vicenda.
La ricostruzione è stata però smentita poche ore dopo dal Comitato di redazione del Tg2. In una nota, la redazione ha precisato che la spilla non è un simbolo politico ma un’onorificenza militare, nello specifico un encomio solenne conferito a Romoli per il servizio svolto durante l’emergenza Covid. Il riconoscimento risale al 2021 e riguarda l’attività svolta dal giornalista come capitano della Riserva selezionata dell’Esercito, quando fu richiamato in servizio e assegnato come ufficiale addetto stampa all’ospedale militare da campo di Cosenza.
Sulla vicenda lo stesso Romoli ha fatto sapere di valutare azioni legali per tutelare la propria reputazione. Il giornalista ha commentato l’accaduto anche all’agenzia Adnkronos, spiegando che quella spilla rappresenta un riconoscimento legato al lavoro svolto durante la pandemia e non ha
alcun significato politico.
Sul caso sono intervenuti anche il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e l’assessore alle politiche sociali Silvana Romano, coordinatrice provinciale di Forza Italia. «Pretendiamo le scuse immediate da parte dei capigruppo delle opposizioni nella Commissione di vigilanza sulla Rai Stefano Graziano, Dario Carotenuto, Maria Elena Boschi e Peppe De Cristofaro non per la loro acclarata ignoranza – che sarà un problema con i loro partiti ed elettori – ma per aver cercato di infangare il nome di Ettore Romoli, mio grande e compianto predecessore sindaco forzista della prima ora di
Gorizia», ha dichiarato Ziberna.
«L’opposizione ha accusato il giornalista del Tg2 Andrea Romoli, figlio di Ettore – ha aggiunto Romano, già assessore nelle giunte guidate da Romoli e dallo stesso Ziberna – di aver indossato durante un servizio televisivo una croce celtica, quando in realtà, come noto, si tratta di un encomio solenne conferitogli per alti meriti acquisiti sul campo. Per questo esprimiamo solidarietà ad Andrea».
Secondo il sindaco, quanto accaduto rappresenta «un becero quanto squallido tentativo di gettare fango sul padre Ettore, grande sindaco, e su Forza Italia». Ziberna ha aggiunto che «le opposizioni sono ormai alla frutta, costrette quotidianamente alle menzogne e alle fake per cercare di arginare il consenso di cui gode il governo nazionale», definendo particolarmente grave il fatto che «si cerchi di infangare la memoria di chi non c’è più, dopo aver dedicato gli ultimi ventiquattro anni della sua vita al servizio di Gorizia, della nostra regione e del Paese».
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