Duino Aurisina, al il via la fase conclusiva di ‘Ero-STOP’ contro l’erosione del suolo

Duino Aurisina, al il via la fase conclusiva di ‘Ero-STOP’ contro l’erosione del suolo

IL PROGETTO INTERREG

Duino Aurisina, al il via la fase conclusiva di ‘Ero-STOP’ contro l’erosione del suolo

Di Redazione • Pubblicato il 05 Mar 2026
Copertina per Duino Aurisina, al il via la fase conclusiva di ‘Ero-STOP’ contro l’erosione del suolo

Presentati al municipio i risultati del progetto transfrontaliero tra Italia e Slovenia. Focus su strategie e soluzioni pilota per la sicurezza idrogeologica e il recupero dei terrazzamenti agricoli.

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È stato presentato nella mattinata dello scorso martedì 3 marzo, nella Sala Consiglio del Municipio di Duino Aurisina, il progetto europeo Ero-STOP – Approcci avanzati e sostenibili alla prevenzione dell’erosione del suolo, cofinanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Slovenia, un progetto che nato ad aprile 2024 per individuare e sperimentare soluzioni efficaci per prevenire e contenere l’erosione nelle aree non urbane, con particolare attenzione ai territori rurali e agricoli, sempre più esposti agli effetti della transizione climatica. Le aree di confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia diventano così un osservatorio privilegiato per raccontare un tema che tocca direttamente la tutela degli ecosistemi, la stabilità dei versanti, la sicurezza idrogeologica e la tenuta dei sistemi produttivi, in un contesto in cui eventi estremi, piogge concentrate e pressione antropica aumentano la vulnerabilità del suolo e accelerano la perdita di fertilità. L’incontro a Duino Aurisina si è aperto con i saluti istituzionali del vicesindaco Mitja Petelin, che in seguito ha lasciato la parola all’ingegnere Agostino Tomasi, al geologo Giulio Lauri e al referente dell’Erosion Control Group, Gianluca Bettelle.

Nel corso della conferenza stampa, l’ingegnere Agostino Tomasi, responsabile dell’area patrimonio e manutenzioni del Comune di Duino Aurisina e referente comunale del progetto Interreg, ha inquadrato Ero-STOP nella sua fase conclusiva - l’iniziativa terminerà il prossimo 14 aprile - e nel percorso di disseminazione dei risultati: «Gli obiettivi principali sono stati raggiunti e ora stiamo concentrando l’attenzione sulla condivisione delle buone pratiche e degli strumenti prodotti. Ero-STOP si occupa delle aree non urbane, soprattutto agricole, dove un uso non consapevole del territorio può aggravare i processi erosivi e aumentare il rischio idrogeologico». Tomasi ha inoltre ricordato che il partenariato transfrontaliero coinvolge soggetti istituzionali e di ricerca in Italia e Slovenia, con attività dedicate all’analisi normativa, alla mappatura delle aree critiche, a soluzioni pilota e alla formazione dei target che operano sul territorio.

Gianluca Bettelle, intervenuto anche in qualità di tecnico dell’urbanistica e pianificazione del Comune di Duino Aurisina, ha portato l’attenzione sul tratto costiero triestino e sulle criticità geologiche note in area carsica, evidenziando come pianificazione e manutenzione siano leve decisive per ridurre la vulnerabilità: «La fascia costiera presenta una successione di arenarie e marne particolarmente instabili, con frane, smottamenti e ruscellamenti che da anni interessano quest’area. Il Piano regolatore ha recepito questi rischi traducendoli in norme e indirizzi, e ora l’obiettivo è favorire interventi di difesa del suolo e azioni che riportino presidio sul territorio». Bettelle ha quindi richiamato il ruolo delle attività agricole e ricettive come presidio “vivo” dei versanti e dei terrazzamenti, indicando la necessità di incentivare manutenzioni, opere compatibili e un utilizzo integrato che tenga insieme vocazione turistica e agricola: «Dove torna la cura del territorio, diminuisce l’abbandono e aumentano le possibilità di stabilizzazione. Il Comune può fare da motore, da raccordo tra imprese e strumenti di sostegno, facilitando accesso alle misure disponibili e coordinando gli interlocutori».

Sul fronte tecnico e normativo, il geologo Giulio Lauri, si è soffermato sull’analisi delle proposte di miglioramento della legislazione; ha inquadrato l’erosione come primo anello di processi che possono evolvere in dissesti più gravi e, allo stesso tempo, come tema strettamente legato alla capacità del suolo di garantire servizi ecosistemici. «Difendere il suolo dall’erosione significa anche proteggere biodiversità, qualità delle acque, produzione agricola e capacità di accumulo del carbonio. È un’azione che incide sulla resilienza dei territori e, in prospettiva, è parte delle risposte al cambiamento climatico». Lauri ha inoltre sottolineato come in Italia esista un quadro legislativo ampio, ma frammentato, e come uno dei nodi principali sia passare da logiche emergenziali a una pianificazione preventiva: «Le norme ci sono, ma serve rafforzare gli strumenti che permettono di agire prima che il problema diventi dissesto: piani, mappe di suscettibilità, indirizzi operativi e incentivi per pratiche agricole conservative e rigenerative». Tra i punti evidenziati anche la centralità della vegetazione e della manutenzione dei terrazzamenti, oltre alla necessità di rendere più praticabili gli interventi di ripristino, accessibilità e approvvigionamento dei materiali locali.

Il press tour proseguirà con un nuovo appuntamento venerdì 6 marzo, dalle 9 alle 12.30, alla Camera degli artigiani e delle piccole imprese di Ajdovščina, con l’incontro “Prevenzione dell’erosione e della perdita di fertilità del suolo – pratiche agricole adattate alle condizioni climatiche”, seguito da un briefing tra giornalisti ed esperti. Nel pomeriggio, dalle 13.30 alle 17, sono previste le visite alla soluzione pilota per il recupero di un’area erosa a Zavino (Comune di Ajdovščina) e a due aree agricole coinvolte nelle attività progettuali, con debriefing conclusivo. Un passaggio sul campo che permetterà di osservare da vicino interventi, metodi e risultati maturati grazie alla cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia, riportando il tema dell’erosione del suolo al centro del confronto pubblico e delle scelte operative sui territori.

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