Cpr di Gradisca, «Diritti nel buco nero»: i dati allarmanti del report nazionale

Cpr di Gradisca, «Diritti nel buco nero»: i dati allarmanti del report nazionale

LA QUESTIONE

Cpr di Gradisca, «Diritti nel buco nero»: i dati allarmanti del report nazionale

Di Redazione • Pubblicato il 18 Feb 2026
Copertina per Cpr di Gradisca, «Diritti nel buco nero»: i dati allarmanti del report nazionale

Bullian e le opposizioni lanciano l’allarme sulle ‘istituzioni totali’. Focus su salute mentale a rischio e rimpatri al minimo. Il 24 febbraio il confronto pubblico.

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Dopo la presentazione dello scorso 28 gennaio al Senato della Repubblica del report realizzato dal Tavolo asilo e immigrazione, meglio conosciuto come Tai, sulla condizione dei Centri di permanenza per il rimpatrio in Italia, una nuova occasione di dibattito e approfondimento si terrà a Gradisca d'Isonzo. Il documento sarà presentato martedì 24 febbraio, alle 18, a palazzo Torriani. Lo rende noto Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg. Secondo Bullian, le informazioni emerse dal secondo report di monitoraggio, realizzato nel 2025 a cura del Tai, sono «allarmanti». I dieci Cpr sul territorio nazionale – Bari-Palese, Brindisi-Restinco, Caltanissetta-Pian del Lago, Gradisca d’Isonzo, Macomer, Milano-Via Corelli, Palazzo San Gervasio, Roma-Ponte Galeria, Torino-Corso Brunelleschi e Trapani-Milo – sono stati visitati da consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari.

«Dal report emergono problematiche sotto il profilo igienico-sanitario, della tutela dei diritti e delle condizioni di trattenimento - spiega Bullian - aspetti che vengono spesso taciuti in un dibattito pubblico ormai fortemente propagandistico». Le strutture risultano per la maggior parte collocate in luoghi isolati, lontani dall’attenzione della comunità, e in diverse occasioni sarebbe stato limitato l’accesso agli osservatori indipendenti al seguito di parlamentari ed europarlamentari.

Il consigliere regionale evidenzia anche gli effetti sulla salute dei detenuti: «I Cpr si sono dimostrati peggiorativi sotto il profilo della salute mentale, delle condizioni psicologiche e, in diversi casi, anche fisiche». L’edizione 2025 del Rapporto ha scelto di porre al centro dell’analisi proprio la salute mentale, assumendo il punto di vista della riforma basagliana, «che ha smantellato le istituzioni fondate sulla segregazione e ha un grande radicamento nella nostra Regione». Bullian sottolinea che i Cpr «sono vere e proprie istituzioni totali, luoghi chiusi e isolati, che incidono in modo totalizzante sulla libertà e sulla salute psicofisica delle persone detenute». Il documento segnala inoltre gravi limitazioni nell’accesso alla tutela legale. Sul piano dei risultati, la quota media dei rimpatri realizzati tramite detenzione si attesta al 9,9% nel periodo 2011-2024, mentre nel 2024 il dato è pari al 10,4%, in lieve calo rispetto all’anno precedente.

Il consigliere ha spiegato che è fondamentale sostenere l’attività del Tai e portare il confronto a Gradisca d’Isonzo, sede di uno dei Cpr analizzati, dove anche lui ha effettuato una visita interna. «Relazionerò nella presentazione del report del 24 febbraio assieme ai colleghi che avevano partecipato al sopralluogo, sottolineando l’importanza di avere sia una visione d’insieme nazionale, sia letture comparative fra le varie strutture» aggiunge Bullian.

L’incontro sarà introdotto dal sindaco di Gradisca d’Isonzo, Alessandro Pagotto, e vedrà la partecipazione, oltre al consigliere regionale, delle parlamentari Debora Serracchiani e Rachele Scarpa, del presidente di Ics e socio Asgi Gianfranco Schiavone, di Giuseppe Dell’Acqua del Forum Salute Mentale, del consigliere regionale Diego Moretti e di Cristina Patron, Garante per i diritti delle persone private della libertà personale di Gradisca d’Isonzo. «Per quanto ci riguarda – conclude Bullian – è doveroso attivare un coordinamento con tutti i rappresentanti istituzionali interessati, dai colleghi regionali a parlamentari ed europarlamentari, per garantire un monitoraggio costante delle condizioni di detenzione all’interno del Cpr di Gradisca, in supporto all’attività già estesa del Tai su tutti i Centri nazionali». 

Foto di Enrico Valentinis 

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