LA MANIFESTAZIONE
Cormons, «Tutti per Nina»: in centinaia al corteo per la cagnolina. Continua la battaglia legale
48 associazioni animaliste della regione sono scese in piazza a protestare. Il 15 marzo l'udienza in tribunale a Gorizia.
Cormons si è fermata stamattina per Nina. Centinaia di persone hanno sfilato nel centro della città, da piazza Libertà fino a piazza 24 Maggio, per la camminata "Tutti per Nina", manifestazione pacifica promossa da 48 associazioni animaliste del Friuli Venezia Giulia per mantenere accesi i riflettori sulla vicenda della cagnolina protagonista di una lunga e tormentata vicenda giudiziaria. Partito alle 10.30, il corteo si è concluso con i partecipanti raccolti in cerchio nella piazza, dove esponenti del mondo politico e associativo si sono alternati al microfono davanti a una folla numerosissima.
Non è la prima volta che la storia di Nina porta la gente in piazza. Lo scorso 7 febbraio una camminata analoga aveva già percorso le vie di Gorizia, raccogliendo una partecipazione ben superiore alle aspettative. Cormons non è stata scelta a caso per questo secondo appuntamento: è qui che vivono gli attuali detentori dell'animale, le stesse persone alle quali Nina era stata sottratta nel dicembre 2024 per presunti maltrattamenti.
Da allora la cagnolina ha conosciuto un destino travagliato: affidata prima a un privato, poi trasferita al canile di Gorizia, quindi restituita alla famiglia originaria su disposizione della Cassazione. Il 23 febbraio era stata nuovamente allontanata dalle autorità, per tornare a Cormons alcuni giorni dopo in seguito a un'istanza di riesame. Il corteo di oggi cade a quattro giorni dall'udienza del processo a carico degli attuali proprietari, chiamati a rispondere davanti al tribunale di Gorizia dell'accusa di presunti maltrattamenti.
Le parole dei presenti hanno dato voce ad una mobilitazione civile e trasversale. Sheyla Canadzich, referente dell'associazione Amore Animale, ha sintetizzato il senso della giornata senza mezzi termini: «A gran voce ci sentiamo di ribadire che gli animali non vanno dati a chi li maltratta». Sulla stessa linea Laura Turel, presidente di Gatti de Monfalcon: «Purtroppo non passa giornata senza che si sentano casi di maltrattamenti. Questa situazione è davvero incomprensibile: di fronte a certe dichiarazioni, dalle associazioni ai veterinari coinvolti, è inconcepibile. Il tutto è diventato ancora più assurdo dopo che l'animale è stato tolto nuovamente dalla famiglia affidante».
Tra le voci politiche, la consigliera regionale Maddalena Spagnolo ha illustrato il proprio impegno legislativo: «Sono la prima firmataria di una proposta di legge nazionale depositata in consiglio regionale, volta ad assicurare la corretta gestione degli animali con un patentino obbligatorio per la loro detenzione e precise indicazioni formative, affinché si arrivi consapevoli alla decisione di prendere un animale». La consigliera comunale dem di Cormons Patrizia Mauri ha scelto parole semplici e dirette: «Era doveroso essere qui. Non si può restare indifferenti di fronte a situazioni come questa».
Ha portato il proprio sostegno anche l'onorevole Walter Rizzetto, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia e presidente della commissione Lavoro della Camera, che ha annunciato una nuova interrogazione parlamentare: «La vicenda di Nina richiede piena chiarezza. È incomprensibile la restituzione a persone accusate di presunti maltrattamenti che, dalle carte, non risultano nemmeno essere i legittimi proprietari. Porterò avanti ogni iniziativa possibile per garantire la sua sicurezza».
Una città in cammino, centinaia di voci, un unico nome sugli striscioni. E Nina, nel frattempo, che aspetta.
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