Cormons, nel merito scolastico un invito alla generosità in ricordo del maestro Luciano De Gironcoli

IL CONCORSO

Cormons, nel merito scolastico un invito alla generosità in ricordo del maestro Luciano De Gironcoli

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 19 Apr 2026
Copertina per Cormons, nel merito scolastico un invito alla generosità in ricordo del maestro Luciano De Gironcoli

Premi di studio alle classi del triennio del Liceo artistico Fabiani e a Sofia Cecot, Giulia Siljeg e Jacopo Quartuccio. La figlia dell'artista, Valentina, «Il mondo ha bisogno di persone sensibili e intelligenti per evitare discriminazioni».

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Generosità: parola che ricorre troppo raramente nel vocabolario e soprattutto nei comportamenti quotidiani, improntati perlopiù a nutrire personalismi vari. Ma ci sono persone che invece continuano tenacemente a perseguirla, praticarla e diffonderla, come dimostrato dalla cerimonia di consegna delle borse di studio intitolate alla memoria di Luciano De Gironcoli, tenutasi sabato sera nella Sala Civica del Comune di Cormons.

Guidato da Lorena Fain, responsabile del settore Cultura del Comune, l’evento ha segnato anche l’inaugurazione ufficiale della mostra dei lavori realizzati per il concorso dedicato all’artista cormonese e rivolto agli studenti del triennio del Liceo Artistico “Max Fabiani” di Gorizia, scuola sui cui banchi si è formato De Gironcoli, personalità che, pur avendo deposto per l’ultima volta i pennelli nell’ottobre 2024, continua a ispirare il mondo dell’arte, della critica e della scuola.

«La generosità sarà il filo conduttore delle mie parole – ha esordito la figlia del pittore, Valentina – Generosità dell’amico Elia che subito dopo la dipartita di mio padre ha avviato una donazione così come hanno fatto gli amici di Bruxelles e quella di Mara Gallas che ha subito accolto l’idea della borsa di studio. La generosità dei docenti che mi hanno accolto in un momento di fragilità e hanno trasformato l’idea in progetto, ma anche quella degli studenti che hanno scelto di partecipare e studiare: a voi auguro di non perdere questa qualità ma di far crescere la generosità nell’arte e nella realizzazione dei vostri sogni. Il mondo ha bisogno di persone sensibili e intelligenti perché solo così non ci sarà spazio per la guerra e le discriminazioni».

Il lavoro condotto dai 52 allievi del triennio, ognuno dei quali ha realizzato circa tre elaborati, è stato guidato dai docenti Elisa Baldo, Rosanna Nardon e Paolo Troian che li hanno avvicinati all’opera e al pensiero di De Gironcoli indirizzandoli con il tema della città, della sua forma e della rappresentazione di Gorizia e Cormons, i due punti di riferimento primari per l’artista stesso. Ne sono nate opere realizzate con le tecniche più disparate, capaci di allinearsi allo stile del maestro, di reinterpretarne il sentire ma anche di inserirlo come presenza viva nei lavori, esposti fino al 3 maggio nella Sala Civica.

«È questa un’opportunità per ricordare De Gironcoli nella sua espressione artistica e umana ed è anche il luogo d’incontro fra memoria, arte e futuro grazie allo sguardo sulle nuove generazioni» ha affermato Anna Bortolotti, assessore alla Cultura del Comune di Cormons che ha collaborato all’iniziativa alla cui realizzazione ha partecipato la Cassa Rurale del Fvg (rappresentata da Calo Plet) e l’associazione Judrio la cui presidente Elena Gasparin ha preannunciato l’inaugurazione, il prossimo 7 giugno a Casa Candussi Pasiani, di una mostra dedicata a Cesare Mochiutti e allo stesso De Gironcoli nell’ambito del Festival Flux Judri.

I ricordi personali degli anni scolastici hanno intriso le parole di Mara Gallas, compagna di classe dell’artista e sostegno alla realizzazione del concorso. «Luciano ha dipinto la tempera che vedete nell’aula magna: eravamo allievi di Mochiutti ma fra tutti lui emergeva. Nel cambio delle ore andavamo a vederlo dipingere sul trabatello. Vi auguro che fra voi ci sia un altro Luciano: nel mentre, ci impegniamo a raccogliere tutte le opere che avete realizzato per il concorso in un catalogo che auspichiamo di presentare a ottobre».

Sull’impegno dei ragazzi si sono soffermati i docenti che li hanno accompagnati in questo progetto di studio, ricerca e creazione. Sull’emotività e le emozioni che hanno provato e hanno trasferito nei loro lavori si è concentrata Elisa Baldo, della cura riposta nel progetto da parte di insegnanti e allievi ha parlato Rosanna Nardon ringraziando i giovani per la loro capacità di trasformare il foglio bianco in un concentrato di emotività, mentre Paolo Troian ha parlato dell’entusiasmo riposto nella creazione di anche 3 o 4 opere, realizzate con la tecnica prediletta senza disdegnare però la sperimentazione di pratiche insolite.

È tornata al tema della generosità di De Gironcoli la critica e amica Emanuela Uccello, membro della giuria, fondatrice assieme a Luciano, Roberto Kusterle e Giorgio Valvassori della Galleria Exit, ubicata in una ex macelleria in via Favetti a Gorizia. «Chi lo ha conosciuto sa quanto si spendesse per il territorio e per gli altri, fatto non scontato nel mondo dell’arte, maggiormente incline a personalismi. Alla galleria Exit dal 1988 alla metà degli anni Novanta abbiamo promosso mostre a cadenza bisettimanale: si trattava di volontariato ma si faceva tutto per il territorio per cui l’invito che vi rivolgo è a essere importanti per la comunità, a non rimanere ancorati nell’individualità».

«Di Luciano ho un ricordo quarantennale, abbiamo avuto uno scambio epistolare abbastanza costante. Poco dopo la scomparsa dell’amico Enzo Valentinuz, mi aveva scritto parole adatte al momento di oggi: “Spetta alla famiglia, ma anche agli amici, mantenere l’artista in vita valorizzandone il patrimonio di opere ed esperienze”. Un’altra volta aveva detto “L’arte dovrebbe raggiungere lo scopo di interessare e coinvolgere le persone e migliorare la società in una visione del mondo filtrata dal talento e dalla sensibilità dei singoli”».

Così lo ha ricordato l’amico e critico Diego Collovini, aggiungendo: «Luciano era un grande osservatore e critico d’arte: aveva ipotizzato in modo filologicamente preciso la Scuola di Gorizia inserendovi anche gli studenti dell’allora istituto d’arte. Con queste borse di studio il percorso ora torna in mano ai ragazzi che hanno il compito di guardare alla storia dell’arte del goriziano senza perdere mai la sensibilità».

Venendo alle premiazioni, borse di studio sono state consegnate a ciascuna delle tre classi partecipanti mentre al Liceo Artistico è andata in dono una targa del Comune di Cormons come testimonianza dell’iniziativa. Tre i ragazzi premiati singolarmente, uno in ogni classe: per la V la borsa di studio è andata a Sofia Cecot, nella classe IV il premio è andato a Giulia Siljeg mentre per la classe III è stato premiato Jacopo Quartuccio che, anche a nome delle compagne, ha ringraziato gli organizzatori per il concorso visto come «un’opportunità che ci apre al mondo dell’arte». 

Foto Eliana Mogorovich, foto di copertina Fabio Bergamasco

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