Lingua friulana nella pubblica amministrazione, il progetto promosso dall'Ue

Lingua friulana nella pubblica amministrazione, il progetto promosso dall'Ue

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Lingua friulana nella pubblica amministrazione, il progetto promosso dall'Ue

Di Redazione • Pubblicato il 29 Ago 2024
Copertina per Lingua friulana nella pubblica amministrazione, il progetto promosso dall'Ue

Grazie al dibattito, è stato possibile evidenziare punti di forza e buone pratiche ma anche riflettere su alcune criticità. Il progetto finanziato dall'Ue.

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“Analisi dei bisogni e delle buone prassi in materia di operatività in lingua friulana nella pubblica amministrazione”. È questo il titolo del focus group, organizzato dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, che si è tenuto oggi giovedì 29 agosto nell’ambito di “CrossTerm – Crossborder standardization of institutional terminology”. Il progetto è co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia e l'Arlef è partner assieme, fra gli altri, alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento anche di tre Comuni friulani.

Il Lead partner del progetto è l'Istituto sloveno di ricerche (Slor), gli altri sono la Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana (Can Costiera), il Centro per le risorse e le tecnologie linguistiche dell'Università di Lubiana (Cjvt) e il Centro di ricerche scientifiche di Capodistria (Crs Capodistria). Al progetto partecipano anche 22 partner associati. Il focus group è stato ospitato nella sede udinese della Regione. Vi hanno partecipato sportellisti, operatori linguistici, traduttori e esperti per la lingua friulana in contatto con la pubblica amministrazione e che operano all’Arlef, allo Sportello Friulano  e negli Sportelli dei Comuni partner associati al progetto (Codroipo, Gemona del Friuli e Udine).

Sono stati accolti, prima dell’inizio dei lavori, dal presidente dell'Arlef Eros Cisilino e dal direttore, William Cisilino. Scopo dell’incontro era approfondire le attività svolte dagli sportelli linguistici nell’applicazione del bilinguismo nella pubblica amministrazione, confrontare i modelli di lavoro ma anche esaminare le problematiche e individuare possibili soluzioni. Il focus group è stato moderato da Linda Picco con il supporto di Elena Zanussi, entrambe dell’Agenzia.

Grazie al dibattito, è stato possibile evidenziare punti di forza e buone pratiche ma anche riflettere su alcune criticità. In tal proposito, a margine della tavola rotonda, sono state predisposte una serie di proposte migliorative. Quanto emerso durante il focus group verrà presentato in occasione di un incontro congiunto che si svolgerà nel corso del mese di ottobre a Capodistria, in occasione del quale sarà discusso anche quanto emerso dagli analoghi appuntamenti organizzati da Can Costiera e Ufficio centrale per la lingua slovena della Regione FVG.

Il progetto CrossTerm si pone infatti una sfida transfrontaliera particolarmente importante, affrontando la poca efficacia nella gestione congiunta della diversità linguistica nella pubblica amministrazione, con l'obiettivo di migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi linguistici nella PA attraverso strategie, modelli e strumenti condivisi che permettano di giungere a una standardizzazione e promuovendone un uso più coerente ed efficace.

Per fare ciò, grazie al Programma Interreg Italia-Slovenia i partner dell’area transfrontaliera stanno dialogando su tematiche comuni o di interesse comune, puntando alla creazione di collaborazioni e realizzando attività utili anche in prospettiva futura. CrossTerm, come è stato spiegato durante il focus group, apporterà un cambiamento radicale nella operatività multilingue della Pa, che avrà a disposizione un documento strategico condiviso volto a migliorare la qualità dei servizi linguistici, un modello per la standardizzazione terminologica transfrontaliera sviluppato congiuntamente, nonché strumenti Ict efficienti e di facile fruizione da parte dei gruppi target.

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