l’ambiente
Come far rinascere i rifiuti tessili, da Gorizia parte TEXCLIM: il progetto tra Italia e Austria
Progetto da oltre 900mila euro guidato da Isontina Ambiente, sperimentazioni anche nel Vicentino e attività tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Salisburgo e Tirolo.
Ripensare la gestione dei rifiuti tessili e promuovere un modello di economia circolare su scala transfrontaliera. È questo l’obiettivo di TEXCLIM – “Economia circolare dei tessili post-consumo: soluzioni per la protezione del clima”, progetto europeo presentato oggi, 21 aprile, nella sede di Isontina Ambiente in Villa Ritter a Gorizia.
L’iniziativa ha ottenuto il via libera da Bruxelles nell’ambito del programma di cooperazione Interreg Italia-Austria 2021-2027 e dispone di un finanziamento complessivo di oltre 900mila euro, in larga parte coperto da fondi Fesr.
Capofila del progetto è Isontina Ambiente, affiancata dai partner Etra, A.T.M. di Innsbruck e dall’Università di Scienze applicate di Salisburgo, mentre la Regione Friuli Venezia Giulia partecipa come partner associato. Le attività coinvolgeranno i territori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, di Salisburgo e del Tirolo, con un focus operativo, per l’Italia, nella provincia di Vicenza.
«Siamo lead partner di questo importante progetto – così il direttore generale di Isa Ambiente, Giuliano Sponton – che per la prima volta studia la filiera del tessile per renderla ancora più competitiva nel recupero di materiali. Lo facciamo grazie a una lunga serie di stakeholders e con l’obiettivo di esportare, poi, delle best practices anche in altri territori».
«La nostra idea – così Stefano Russo – è di esportare una cultura nuova e di divulgare a livello locale, territoriale cittadino, ma anche a livello europeo un nuovo modo di vedere questi materiali». Soddisfatto anche il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna.
Il progetto nasce in risposta alla strategia europea sui tessili e all’obbligo di raccolta differenziata per questa tipologia di rifiuti, con l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica in linea con il Green Deal europeo.
«Attraverso questo progetto – spiega il presidente di Etra Flavio Frasson – vogliamo sperimentare nel Bassanese nuovi metodi di raccolta dei rifiuti tessili, per migliorare la gestione del servizio e dell’intera filiera. Le sperimentazioni saranno accompagnate da analisi sulla qualità dei materiali raccolti e da campagne di informazione rivolte ai cittadini».
Frasson sottolinea anche il valore strategico dell’iniziativa: «Si tratta di un progetto importante per il suo contenuto, ma anche per la sua tipologia: la progettazione europea è uno degli ambiti che la nostra azienda sta presidiando con risultati incoraggianti e che è particolarmente significativo, perché indica una capacità di visione oggi assolutamente necessaria per vincere le complesse sfide contemporanee».
La durata prevista è di 24 mesi. Le attività si concentreranno sull’aumento della conoscenza dei flussi di rifiuti tessili, sul miglioramento dei sistemi di raccolta attraverso soluzioni tecnologiche e organizzative innovative e sulla promozione di azioni di prevenzione e riuso.
Nel concreto, sono previste sperimentazioni sul campo con diversi modelli di raccolta, analisi qualitative e quantitative dei materiali, oltre a iniziative rivolte alla cittadinanza come eventi, workshop, laboratori di sartoria e riparazione e campagne di sensibilizzazione realizzate insieme a imprese e cooperative sociali. Tra le azioni principali anche lo sviluppo di modelli di business circolari legati al riutilizzo, all’upcycling e al riciclo, con il coinvolgimento di operatori pubblici e privati lungo l’intera filiera.
Etra realizzerà inoltre un intervento pilota in alcuni Comuni del Vicentino, dove sarà testato un sistema innovativo per rendere più efficiente la raccolta dei tessili riutilizzabili e non, accompagnato da attività di comunicazione per promuovere comportamenti di consumo più consapevoli.
Il progetto prevede infine momenti di confronto transfrontaliero e la costruzione di una rete stabile di stakeholder, con due eventi a Gorizia e l’elaborazione di un documento strategico finale con raccomandazioni operative e istituzionali.
Tra i risultati attesi figurano nuovi modelli operativi per migliorare qualità e quantità della raccolta dei tessili post-consumo e un rafforzamento della collaborazione con il mondo delle imprese e del terzo settore, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente, inclusivo e sostenibile dal punto di vista climatico.
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