LA FESTA
«Collaborazione unica via di convivenza», in 5mila pregano per ʻĪd al-fiṭr alla fine del Ramadan
Partecipati, ordinati e sicuri tutti i riti tra Monfalcone e Staranzano. Monsignor Zuttion, «aiutare le persone a vivere e ad accogliere ma soprattutto a integrarsi».
Comunità Islamiche di Monfalcone in festa, oggi, venerdì 20 marzo, per ʻĪd al-fiṭr che segna la fine del mese sacro di Ramadan. Sono stati due i momenti di preghiera vissuti al campo sportivo della Parrocchia della Beata Vergine della Marcelliana: il primo alle 7 e il secondo alle 9.30. Al primo incontro del giorno hanno partecipato 2500 fedeli musulmani, al secondo circa 1500. Il rito si è ripetuto anche alle Stalle Rosse di Staranzano alle 8.30. Qui invece, un migliaio i presenti. «È un giorno di benedizione, un giorno di premio che riceviamo - spiega Alì Poesal prima della preghiera - ringraziamo Allah per i doni che ci ha dato. Ringraziamo i parroci per la loro disponibilità e collaborazione. Esprimiamo gratitudine anche nei confronti delle Forze dell'Ordine e dei giornalisti». Un pensiero è stato rivolto a chi è nel bisogno e nella povertà. Parole di ringraziamento sono state rivolte allo Stato Italiano. Richiamato pure il dovere di imparare l'italiano e di parlarlo a casa. «Trattiamo bene e rispettiamo le donne. A casa, parliamo di rispetto e condivisione» ancora Poesal.
A Staranzano, alle 8.15, c’è stato un momento introduttivo istituzionale. Sul palco esterno dell’area parrocchiale sono saliti il sindaco di Staranzano Marco Fragiacomo, quello di Turriaco Nicola Pieri, l'ex sindaco Riccardo Marchesan il parroco e vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, Paolo Zuttion, il vicario parrocchiale don Valter Milocco. Con loro, anche qui, Alì Poesal e Rejaul Haq Raju, referente del Centro Islamico Baitus Salat. Assente l’amministrazione comunale di Monfalcone. Prefettura e Ascom hanno inviato un loro messaggio di auguri. «Non c’è nessuna differenza tra noi – sono le parole di Poesal – siamo tutti un’unica religiosa, figli di Adamo ed Eva. Camminiamo insieme, siamo amici. Ringraziamo i cittadini di Monfalcone e Staranzano come Fincantieri che ci dà lavoro. Abbiamo e avremo bisogno di una convivenza pacifica».
Il primo cittadino Fragiacomo ha ricordato che non si è solamente difronte ad una questione di rilevanza religiosa ma ad una vicenda che chiede il richiamo dell’articolo 3 della Costituzione. «Non c’è nessuna differenza, il genere umano è unico. Ringraziamo l’apertura mentale dimostrata dalla parrocchia che ha testimoniato una grande capacità di accoglienza anche se devo dire che le comunità islamiche hanno purtroppo dovuto accettare delle discriminazioni vere e proprie. Queste persone hanno diritto di lavorare e formare una comunità dove si deve poter star bene» così il sindaco di Staranzano. Di «lavorare insieme» e conoscenza reciproca ha poi riferito Pieri. «Eventi come questo abbiano una continuità – auspica il vicario parrocchiale don Milocco – puntiamo sull’aiutarci a vicenda e a trovare occasioni e motivi di collaborazione per allentare le tensioni». Monsignor Zuttion ha richiamato un «progetto di apertura che ci ha aiutato a migliorare anche la visione e l'esperienza dei cristiani per quanto riguarda l'accoglienza». «Dobbiamo accoglierli per come sono» continua il vicario generale che definisce Monfalcone e il Monfalconese «un laboratorio per l'Italia intera».
«Qui noi viviamo dinamiche che gli altri vivranno a breve e abbiamo la responsabilità di aiutare le persone a vivere e ad accogliere ma soprattutto a integrarsi. Questo è il nostro Modello Monfalcone che dobbiamo portare avanti non solo per la preghiera come in questo caso ma anche in tanti altri momenti facendo in modo che si possa convivere assieme. Collaborare e camminare insieme anche se diversi, questa volontà cresca anche in chi governa per valutare cammini di condivisione» conclude il sacerdote. «Il mese sacro di Ramadan è stato un tempo per purificare l’anima e chiedere il perdono di Allah e vivere con serenità e pace» afferma alla nostra testata Rejaul Haq Raju il quale esprime la riconoscenza delle comunità islamiche per «la grande disponibilità della Chiesa che ci ha accolti per vivere in maniera collettiva la preghiera». Dialogo e condivisione sono più forti dei contenziosi legali? Pare di sì, intanto non resta che augurare e augurarsi: «Eid Mubarak».
Foto di Ivan Bianchi
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