La canzone che racconta il confine: ecco l'omaggio di Francesca Curreli

La canzone che racconta il confine: ecco l'omaggio di Francesca Curreli

La peculiarità

La canzone che racconta il confine: ecco l'omaggio di Francesca Curreli

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 21 Feb 2025
Copertina per La canzone che racconta il confine: ecco l'omaggio di Francesca Curreli

Un testo scritto di getto per parlare delle due città è poi stato trasformato in musica. La storia.

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Una canzone nata dall’amore per la propria città, dal sentimento che chi sente proprio il territorio del Goriziano può capire come comune: così è nata “Oltre / Preko”. A scriverla Francesca Curreli che ha iniziato per dare sfogo a una propria richiesta interiore. Una scrittura di getto, sentimentale ma non banale, che l’ha portata a rivederla più e più volte.

Lei, Francesca, impiegata e classe 1979, nata a Trieste e giunta a Gorizia nel 2008 dopo aver vissuto anche a Redipuglia, nella musica è autodidatta. Ha iniziato suonando in chiesa con il gruppo del Duomo tra amici e conoscenti, riuscendo poi a gestire il canto anche in modo autonomo.

Così, in un giorno di fine inverno del 2022, la nascita della canzone. «Il testo di questa canzone, che ha un po’ il sapore della ballata ed esplora il tema del “confine”, è stato ispirato dall’appassionante esperienza del Corso di lingua e cultura slovena che frequento, ormai da diversi anni, presso il Circolo Culturale di Sdraussina», spiega Francesca.

Rappresenta «il frutto delle attività condivise che da molti anni coinvolgono la mia Fraternità OFS di Gorizia e la Fraternità FSR di Kapela, come il tradizionale “Incontro di preghiera davanti al presepe” e la “Via Crucis transfrontaliera”. Infine, mentre strimpellavo la chitarra, è nata anche la musica. E per fortuna che, insieme a Luciano, ci piace anche fotografare; perciò, non è stato difficile recuperare dal nostro archivio un bel numero di foto del territorio, scattate negli anni, per realizzare il video che la accompagna. Senza farlo apposta, la conclusione di questo lavoro, durato qualche anno, arriva giusta nell’anno di Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025. Meglio non poteva capitare!», precisa.

Il testo è emblematico: in un passaggio ricorda come «La gente ferita ha tenuto memoria, non si è rassegnata./Ora quel muro è solo un ricordo, un punto d’incontro tra due culture./Ora respira la libertà, a Gorizia e Nova Gorica,/È una nuova identità. Tra territori uniti oltre i confini,/l’Isonzo scorre contento. Dai monti al mare è un momento./Il cuore lo sa, è bella la libertà!». Che sia un monito positivo per l’avvio di questo anno importante per le due città?

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