IL CASO
Appalti al ribasso e mansioni improprie: la Confederazione segnala casi di abusivismo nella vigilanza privata
Nel mirino della Confederazione Generale Sindacati Autonomi Lavoratori il rapporto tra committenza e società di vigilanza, «personale senza tutele e impiegato oltre i limiti di legge».
«Visti i tempi che scorrono, si osserva come i clienti che richiedono servizi di deterrenza — sia passiva che proattiva — tendano sempre più spesso a basare la scelta esclusivamente sui costi. Nel 90% dei casi, il ragionamento è legato al fatto di essere assicurati». Si esprime in questi termini la Confederazione Generale Sindacati Autonomi Lavoratori, intervenendo sul tema dell’abusivismo tra committenza e società appaltatrici nel settore della vigilanza privata. Secondo quanto evidenziato dalla Segreteria, questo approccio comporta conseguenze rilevanti: «Tale ragionamento genera rischi di carattere morale e lavorativo, con operatori sottoposti a stress, turni massacranti, spesso privi di pause e senza il riconoscimento delle indennità dovute in busta paga».
Il sindacato sottolinea come il comparto stia attraversando una fase particolarmente critica, caratterizzata da una crescente richiesta di servizi a basso costo: «La vigilanza privata sta affrontando un periodo buio, in cui si riscontra una domanda massiccia di servizi a prezzi ridotti, coinvolgendo operatori armati e non armati costretti a lavorare sotto pressione». Nel mirino anche le richieste improprie da parte della committenza: «Sempre più spesso vengono richieste prestazioni non di competenza, con un abuso degli operatori in servizio, senza considerare i rischi e le conseguenze civili e penali».
Un altro punto centrale riguarda la percezione del ruolo: «Si tende a dimenticare che nei servizi di sicurezza disarmata la voce in busta paga è classificata come “mansione operaio” - spiegano - è necessario ribadire cosa significhi realmente fare vigilanza privata, un mestiere che troppi considerano un semplice passatempo». La Segreteria richiama quindi l’evoluzione normativa del settore: «La vigilanza privata non è più il semplice passaggio davanti ai siti sensibili. Dal 2007, le Guardie Particolari Giurate sono riconosciute come incaricati di pubblico servizio (IPS), come previsto dall’art. 138 del TULPS».
Viene inoltre chiarito il ruolo dei servizi fiduciari, oggi definiti come sicurezza sussidiaria: «Questi servizi si concentrano sulla custodia passiva e sulla gestione dei flussi di persone senza uso di armi. Il costo inferiore per la committenza non può però tradursi in uno sfruttamento del personale, che non può essere considerato “carne da macello”».
L’analisi si estende anche all’impatto dell’evoluzione del settore: «Con l’avanzare della tecnologia e l’aumento della necessità di sicurezza, si riscontrano sempre più spesso mansioni non conformi al servizio assegnato. L’operatore, inoltre, non sempre mantiene il livello di attenzione necessario, arrivando a sottovalutare rischi e responsabilità civili e penali».
Alla base di queste criticità, secondo il sindacato, vi è anche una componente sociale: «La divisione sociale degli ultimi anni ha inciso negativamente sul settore. È fondamentale ricordare che dietro ogni uniforme ci sono famiglie e sacrifici che meritano rispetto». Sulla questione dell’abusivismo, la posizione è netta: «La legge parla chiaro: operare con mansioni differenti senza adeguata formazione e senza corsi specifici comporta conseguenze penali, come previsto dall’art. 348 del Codice Penale». Infine, la Segreteria annuncia un’azione concreta: «Saranno portati alla luce diversi casi rilevati a partire da gennaio 2026, che stanno conducendo il settore verso un progressivo degrado».
E conclude con un appello: «La vigilanza privata merita rispetto e personale qualificato, istruito e addestrato, in grado di supportare e affiancare, se necessario, le forze dell’ordine. La Segreteria è pronta a fare chiarezza e ristabilire ordine, sia in Friuli Venezia Giulia sia a livello nazionale, per tutelare una categoria sempre più in difficoltà».
Foto di Unsplash.com
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