Alluvione, tre mesi dopo il disastro spunta il nodo dei ristori: popolazione ancora in attesa dei primi stanziamenti

Alluvione, tre mesi dopo il disastro spunta il nodo dei ristori: popolazione ancora in attesa dei primi stanziamenti

LA SITUAZIONE

Alluvione, tre mesi dopo il disastro spunta il nodo dei ristori: popolazione ancora in attesa dei primi stanziamenti

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 18 Feb 2026
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A novanta giorni dall’esondazione che ha colpito Versa di Romans d'Isonzo, Cormons e Dolegna del Collio, il territorio fa i conti con contributi regionali in fase di istruttoria, fondi statali ancora attesi e interventi comunali già avviati. Dal Carnevale una protesta simbolica, «ringraziamo ma attendiamo».

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È tanto sentito quanto urgente il problema dei ristori per le popolazioni colpite dall’alluvione del 17 novembre. In primis Versa di Romans d’Isonzo, paese interamente sommerso dalle acque dei torrenti Judrio e Versa, ma anche Brazzano che ancora attende il rientro di alcune famiglie nelle proprie abitazioni. Per questo anche il recente Carnevale è stato l’occasione per alcune proteste: durante la sfilata di domenica a Romans d'Isonzo uno dei partecipanti al corteo colorato e festoso si è vestito completamente di giallo e con una maschera dall’espressione triste trainando un carro a mano. Sul carro c’era scritto, tra l’altro, «Versa ringrazia tutti e non dimentica ma… aspetta con urgenza ancora aiuti da chi di dovere». Al di sopra una nuvola di cartone e dal carro una figura usciva inondata dall’acqua gridando “Aiuto!”. Un monito? Ma anche una richiesta e un sollecito alla politica a muoversi in tal senso.

Sul fronte ristori, infatti, a novanta giorni dall’evento calamitoso il quadro appare ancora a macchia di leopardo, tra primi interventi comunali, istruttorie regionali in fase di completamento e fondi statali che devono ancora tradursi in modalità operative chiare.

A Dolegna del Collio il sindaco Carlo Comis non nasconde la preoccupazione: «I ristori non sono ancora arrivati, tante promesse sulla carta: questo fa ancora più preoccupare. Oggi sono novanta giorni di stop del mondo. Noi andiamo avanti ma tutte le ferite che si sono aperte restano». A pesare non è soltanto l’aspetto economico, ma anche la fragilità del territorio. «Due settimane fa lo Judrio è uscito di nuovo, di poco ma fa ancora paura». E poi la questione infrastrutturale: «Sono quindici giorni dalla segnalazione della Prefettura in merito alla strada che porta da Brazzano a Dolegna del Collio, e sono tutte ancora senza risposta». Un’attesa che alimenta la sensazione di isolamento.

Diversa, ma non meno complessa, la situazione a Cormons, dove l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire direttamente. Il sindaco Roberto Felcaro annuncia che la giunta ha approvato le misure di sostegno alla popolazione colpita dagli eventi del 17 novembre, insieme a una variazione urgente al bilancio 2026 per uno stanziamento complessivo di 190mila euro. Le somme saranno destinate alle famiglie residenti nelle zone Rossa, D e Arancione, costrette all’allontanamento temporaneo o prolungato dalle proprie abitazioni, e andranno anche a integrare i contributi regionali già richiesti per i danni agli edifici. Previsto inoltre un ristoro forfettario per le aziende agricole con sede operativa nelle aree maggiormente colpite. «Consentiamo così ai soggetti interessati di ottenere i primi ristori e trovare finalmente una soluzione ai disagi derivanti dall’allontanamento o dai seri danni subiti», spiega Felcaro, annunciando che ulteriori stanziamenti sono attesi a breve dalla Regione e dal Governo.

L’assessore al Bilancio Antonietta Fazi precisa che il bando sarà pubblicato da domani fino al 5 marzo sul sito comunale. «Il tempo è sufficiente perché le persone verranno tutte avvisate dagli uffici, via mail o telefono, e potranno prendere appuntamento per completare la domanda. I primi contributi saranno quelli della zona Rossa, poi la zona Arancione. In pratica il Comune subentrerà al contributo regionale prestabilito».

A Versa di Romans d'Isonzo il sindaco Michele Calligaris distingue tre livelli. «Per quanto riguarda i contributi regionali si stanno completando le istruttorie per l’erogazione dell'anticipo sul ristoro dei danni ai residenti di Versa. Un grande lavoro l’hanno fatto anche gli uffici comunali, che hanno aiutato il processo e dato una mano nella compilazione delle domande, soprattutto per autovetture e danni agli immobili». Resta però l’attesa per i contributi statali successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza. «Siamo ancora in attesa delle modalità di erogazione e speriamo che sia il prima possibile affinché i residenti possano sistemare le abitazioni». 

Sul fronte comunale, la raccolta fondi ha superato i 400mila euro. «Abbiamo una riunione dei capigruppo per definire i criteri di assegnazione nella maniera più trasparente e raggiungere tutti i residenti. L’aiuto sarà per lo più economico. Ringrazio tutti coloro che hanno donato e che ancora ci contattano per aiutare». Prosegue anche la distribuzione di beni come elettrodomestici, mentre lunedì alle 18 nella sala parrocchiale di Versa è previsto un incontro con l’assessore regionale Riccardo Riccardi, che sarà presente anche giovedì alle 18 a Cormons per fare il punto pubblico sulla situazione.

Dal tessuto economico arrivano parole che pesano. Franco Zotter, della Locanda CasaVersa, fotografa così lo stato d’animo diffuso: «Se l’acqua non è riuscita a piegare la dignità e la voglia di riscatto della comunità la burocrazia invece e le lungaggini tecniche del sistema “ristori” ci sta riuscendo benissimo. Nessuno ha mai chiesto o preteso “elemosine”… ma di fronte a promesse roboanti di contribuire in solido alla ricostruzione ad oggi non s’è concretizzato ancora nulla. Gli aiuti hanno un significato se tempestivi altrimenti diventano un’ennesima sofferenza che si somma a quelle già patite». Poi una notizia arrivata quasi in tempo reale: «Dieci minuti fa mi sono stati accreditati dalla Regione Fvg 12.500 euro».

Più critica la posizione di Enrico Tuzzi del Mulino Tuzzi: «Noi di ristori non abbiamo visto un euro. Sono io che devo correre dietro alla gente, attendo ancora risposte da Confartigianato. A parte la modulistica emergenziale nessuno mi ha mai aiutato. L’altro problema abbastanza drammatico è che non è stato fatto nulla per quanto riguarda la messa in sicurezza: i tronchi sono ancora appoggiati ai ponti e le strade sono ancora chiuse».

A tre mesi dall’alluvione, il territorio non chiede privilegi ma risposte certe. La protesta simbolica al Carnevale è stata colorata e creativa, ma il messaggio è serio: la solidarietà non è mancata, ora servono tempi rapidi e atti concreti. Perché l’acqua si è ritirata, ma l’attesa, quella, continua a farsi sentire ogni giorno.

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